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L'unione sarda. Inps, prima donna al timone

NUORO. Margherita Corvaglia da un mese è il nuovo direttore della sede provinciale

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È la prima donna alla guida dell'Inps provinciale. Curriculum prestigioso, nonostante la giovane età: Corte dei conti di Roma, Cagliari e Milano. Poi la scelta di tornare in Sardegna, pur consapevole di doversi confrontare direttamente con i numeri di una crisi tanto nera, che passa dalla cassa integrazione ai sussidi di disoccupazione. Da un mese Margherita Corvaglia guida l'Inps: il suo ufficio di direttore, nel palazzo di via Leonardo Da Vinci, a Nuoro, è diventato un giardino di orchidee. Ma dal computer saltano fuori cifre sconfortanti: nel 2012 l'Inps è arrivata a pagare 2 milioni 654 mila ore di cassa integrazione, ma ne ha autorizzate ben 3 milioni 715 mila ore. L'84 per cento è già sborsato, il resto lo sarà. È l'unica voce in crescita in un territorio senza lavoro, senza industrie e con poche speranze.
AL LAVORO Margherita Corvaglia, origini pugliesi, approdata in Sardegna quando aveva tre anni per seguire il papà, commissario di polizia a Gavoi, Macomer, Ottana, Lanusei e Tortolì, ha una solida esperienza professionale. Laurea in giurisprudenza a Roma, diploma di specializzazione all'università di Bologna, inizia a lavorare alla Corte dei conti. «Una bella sfida, mi ha fatto crescere», ricorda pensando alle tappe di Roma, Cagliari e soprattutto Milano: qui è dirigente unico della sede della Lombardia. Poi accetta l'incarico all'Inps. Il motivo? «Mi hanno detto: c'è un posto in Sardegna. Anche se non sono nata qui questa è la mia terra, quella che più conosco e a cui voglio dare il mio contributo». Ammette: «È stata una scelta coraggiosa, ma non mi sono pentita». Diventa così funzionario Inps a Siniscola, responsabile per dieci anni della sede di Lanusei. Un anno fa l'approdo a Nuoro, come vice direttore. Ora la promozione al vertice.
CARENZE E SPORTELLI La prima grana è la carenza di personale. Un anno fa i dipendenti sono 145, ora - tra Nuoro e agenzie - 137. Nel frattempo, c'è un gran lavoro da sbrigare, in attesa che l'accorpamento con l'Inpdap diventi realtà. Per ora a Nuoro i due enti restano separati, si parte dal primo aprile con l'integrazione delle sedi di Sassari. Qua si potenziano gli sportelli, presi d'assalto da disoccupati sfiduciati. «L'Inps dà maggiore attenzione al cittadino. Noi non decidiamo chi va in cassa integrazione, applichiamo la legge, ma cerchiamo di venire incontro e di liquidare i pagamenti nei tempi previsti. Da poco, per esempio, abbiamo dato priorità agli operai della Legler. Siamo consci che chi viene allo sportello è persona disperata, che non ha soldi. Nel limite del possibile, noi veniamo incontro, certamente rispettando le procedure previste».
NUOVI SERVIZI Adesso gli sportelli ai cittadini restano aperti un'ora in più, dalle 8.30 alle 12.30 anziché alle 11.30 di qualche tempo fa. «Gli operatori vengono distratti da altre attività per dare risposte ai lavoratori. C'è anche l'agenda per appuntamenti finalizzata a dare una consulenza più proficua al cittadino. Si chiama il numero verde, oppure si viene qui, oppure si consulta il sito per fissare l'appuntamento, dalle 14 alle 16 dal lunedì al giovedì o anche di mattina. È un servizio molto richiesto». A gennaio, per esempio, gli appuntamenti sono 124: mezz'ora a testa per ogni utente. Dal primo marzo c'è lo sportello mobile per gli ultraottantacinquenni che hanno difficoltà a raggiungere l'ufficio, ma devono affidarsi al call center o al sito web. Nel frattempo, domande di disoccupazione, maternità o pensione viaggiano per via telematica sebbene orari e servizi rivolti agli utenti vengano potenziati.
LA CRISI Tra qualche settimana scadono le domande per i sussidi di disoccupazione, Aspi e mini Aspi: c'è tempo fino al 31 marzo (essendo festivo, termine ultimo il 2 aprile). Secondo i dati aggiornati a giovedì, le domande sono 4.900. Nel 2012 raggiungono le 6.638. Non c'è da gioire perché il confronto non vale visto che la scadenza delle richieste è tra venti giorni. Più chiaro il quadro della cassa integrazione nel 2012: per la cig in deroga riconosciute 2 milioni 782 mila ore, per quella straordinaria 590 mila ore, per la ordinaria 342 mila. Si arriva a 3 milioni 715 mila ore, quasi coincidenti con le richieste: 3 milioni 792 mila. Cifre di una crisi senza tregua.
Marilena Orunesu

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