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L'unione sarda. Csl e Cesil, Regione nel mirino

CAGLIARI. Gli operatori incontrano la commissione Lavoro della Provincia

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Non si è ancora conclusa la vertenza dei 360 operatori dei Cesil e dei Csl che dal primo gennaio scorso sono senza un'occupazione. Ieri, una delegazione composta da una ventina di lavoratori è stata ricevuta dalla commissione Lavoro della Provincia di Cagliari. All'incontro erano presenti alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione e l'assessore alle Politiche del lavoro, Lorena Cordeddu. «L'impressione che abbiamo avuto», ha spiegato Annalisa Serri, portavoce degli operatori, «è stata tendenzialmente positiva. La riunione è servita per capire meglio le varie situazioni e per chiarire reciprocamente una serie di fraintendimenti».
L'INCONTRO La convocazione ha riguardato però solo gli operatori del Csl della Provincia di Cagliari. L'assessore Cordeddu ha spiegato ai lavoratori che «la Regione non ha adempiuto ai suoi obblighi e non ha trasferito alla Provincia le risorse per pagare i vostri stipendi da agosto a dicembre. È stata istituita una cabina di regia a livello regionale, una sorta di tavolo tecnico dal quale le Province, che attualmente gestiscono i servizi e le politiche del lavoro, sono state escluse. Siamo in attesa di capire se questa cabina di regia trova una soluzione alla vostra situazione, così come stabilito dalla legge regionale, in capo all'Agenzia regionale del lavoro». Tra gli interventi, quello di Alessandro Sorgia, consigliere del Pdl, che auspica al più presto «un incontro ufficiale con la Regione e con tutte le Province sarde», e del consigliere del Pd, Enzo Strazzera, che ha precisato: «La Provincia chiede da tempo la storicizzazione delle risorse per la stabilizzazione dei servizi». Per Rita Corda, consigliere del Pd, la Provincia dovrebbe predisporre «un documento che riprenda tutti i punti della vertenza e che metta un punto fermo da cui ripartire tutti insieme».
LE SOLUZIONI Gli operatori sperano che si arrivi a soluzioni per la loro ripresa lavorativa. «In questo momento», ha aggiunto Annalisa Serri, «i servizi che svolgevamo per l'orientamento non sono erogati. Riteniamo che la Provincia abbia tutto l'interesse per riattivali». L'assessore Cordeddu scarica la responsabilità sulla Regione, colpevole di «un disinteresse verso i servizi e le politiche del lavoro, che sono di competenza delle Province e che continuano a essere gestiti centralmente. Esigiamo il riordino del settore e chiediamo alla Regione di mettere fine alla precarietà dei servizi, dei lavoratori e delle politiche del lavoro». Gli operatori, in attesa che si sblocchi la loro vertenza, continuano il loro presidio davanti al palazzo della Regione in viale Trento.
Eleonora Bullegas

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