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L'unione sarda. Strade vietate ai mezzi pesanti L'isola spezzata

Borore-Ottana e 131 dcn

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La Abbasanta-Nuoro e chiusa al traffico pesante e da ieri è off-limits, per tutte le auto, anche il percorso alternativo: sulla Borore-Ottana non si passa e così la Sardegna centrale è spezzata in due. Risultato: disagi su disagi e costi maggiori per le imprese. Disagi che per la Confindustria non sono però più tollerabili, tanto che il presidente Roberto Bornioli chiede con urgenza soluzioni alternative di minore impatto per le imprese. Una decisione - quella dell'Anas riguardo alla 131 dcn - che risale a quattro mesi fa e che per Confindustria è da rivedere immediatamente, poichè i disagi peggiorano di giorno in giorno, con costi a carico delle imprese ormai non più sostenibili.
IL MONITO DI CONFINDUSTRIA «È necessaria - continua Bornioli - una soluzione alternativa, di minor impatto sulle attività produttive, come gia proposto dall'associazione lo scorso dicembre». Tre mesi fa, in un incontro, il capo compartimento regionale dell'Anas aveva illustrato a Confindustria alcune proposte alternative al blocco totale dei mezzi pesanti. «Una di queste era stata ritenuta percorribile - scrive il presidente di Confindustria - anche dai responsabili della polizia stradale. Da allora però, nessuna misura è stata attuata. Il silenzio dell'Anas è inaccettabile».
Tutti i mezzi pesanti, diretti dalle aree industriali della Sardegna centrale verso i porti di Oristano e Cagliari e viceversa, se prima erano costretti a seguire un percorso alternativo più lungo, ora con la chiusura anche della Ottana Borore, dovranno seguire altri percorsi tortuosi e con conseguenze sulla sicurezza immaginabili. «Il tutto - scrive Confindustria - senza che ci sia stata una minima verifica degli impatti che la chiusura delle strade ha sulle imprese, con pesanti ripercussioni sulle tariffe». ( f.o. )

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