Dal nostro inviato
Francesco Pintore
CALASETTA È spirato tra le braccia dell'amico che cercava disperatamente di salvarlo. Omar Cherchi aveva 36 anni. Ieri mattina ha voluto sfidare la burrasca, ma il mare l'ha tradito. La sua esperienza è servita a poco in mezzo alla acque agitate davanti al porto di Calasetta. Luca Vacca, il collega pescatore di vent'anni, ha fatto di tutto per salvare l'amico, ma i suoi sforzi disperati purtroppo si sono rivelati vani e la battuta di pesca si è conclusa in modo tragico.
LA TRAGEDIA La tragedia si consuma in una mattinata terribile. Il mare davanti a Calasetta è quello dei giorni peggiori. Non ci sono le condizioni per andare a pesca. Tutte le barche restano in porto, ma Omar Cherchi decide di andare a recuperare le reti gettate a cento metri dalla riva. Chiede aiuto a Luca Vacca e i due si ritrovano al bar Kambusa verso le sei e mezza. Fanno colazione, chiacchierano con altri pescatori, poi salutano e si allontanano. Percorrono qualche centinaio di metri e raggiungono un'area a ridosso del porticciolo. Indossano stivali e giacconi incerati, salgono su una piccola barca di tre metri e cercano di raggiungere le reti. Ma il mare è agitato, il chiattino viene travolto dalle onde e prima di affondare si ribalta scaraventando in acqua i due pescatori. Alla scena assiste un signore che passeggia col suo cane. L'uomo corre a perdifiato verso il bar per chiedere aiuto.
I SOCCORSI Una volta lanciato l'allarme, in attesa dei carabinieri e della Guardia costiera, iniziano le operazioni di soccorso. Il primo a intervenire à Giorgio Mercenaro che, a bordo del peschereccio Magica, raggiunge i due pescatori. Dopo qualche minuto arrivano gli uomini della Capitaneria di porto con la motovedetta Cp 812. Luca Vacca cerca disperatamente di trascinare verso la riva il corpo di Omar Cherchi. Fa di tutto per salvare l'amico, ma non ce la fa. Anche l'intervento del 118 purtroppo si rivela inutile. I medici non posso fare altro che constatare il decesso del pescatore. Luca Vacca nel frattempo viene portato sull'ambulanza e accompagnato nell'ospedale Sirai di Carbonia. Le sue condizioni non sono gravi, ma il ragazzo è in forte stato di choc. Nella tarda mattinata viene dimesso e torna a casa. Questa mattina sarà interrogato dagli uomini della Capitaneria di porto di Sant'Antioco. I militari, coordinati dal comandante Federico Puccu, dovranno accertare le cause dell'incidente.
IL DOLORE Dopo l'intervento del magistrato di turno il corpo di Omar Cherchi viene riconsegnato ai familiari. Nella casa del pescatore, nel rione Costiera, arrivano parenti e amici. Il fratello e la madre sono sotto choc. Giuseppe D'Antonio, cognato della vittima, si ferma con i cronisti. Spiega in modo fermo ma cortese che non ci sono le condizioni per parlare con i familiari. «La madre sta male - dice - siamo tutti frastornati. Omar era un ragazzo d'oro. Il mare era la sua vita. Per la nostra famiglia è una grande tragedia. Non sappiamo cosa sia successo in quei momenti. Era sicuramente un pescatore esperto. L'unica certezza è che purtroppo lui non c'è più».
