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L'unione sarda. Cinque Stelle in cravatta

La pattuglia dei grillini sardi alla seduta inaugurale della Camera

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ROMA Marziani con la cravatta. Non si parla che di loro alla Camera, dei grillini (termine sgradito: solo che scarseggiano i sinonimi). Eppure i neoeletti isolani non fanno niente per confermare i luoghi comuni. A partire appunto dalla cravatta, che Nicola Bianchi da Sennori indossa senza disagio:«Ma certo, è una forma di rispetto delle istituzioni». E come lui il cagliaritano Andrea Vallascas. Però qualche loro collega si adegua alla prassi in modo creativo, annodando al collo cravatte con la scritta «No carbone».
Ma allora, perché marziani? Perché dietro ogni gesto si nasconde la sorpresa: per esempio nella seduta inaugurale non occupano un settore specifico dell'emiciclo ma si schierano nelle file in alto, «per controllare tutti», spiegano i decodificatori del pensiero a 5 Stelle. «Facciamo sentire il fiato sul collo», sorride Vallascas: «Ma abbiamo ben presente l'importanza del Parlamento».
Che poi la sorpresa non è necessariamente negativa: «Io li vedo come un'opportunità», confessa Romina Mura, debuttante Pd, «sono giovani, onesti, dovremo dare tutti insieme risposte». Mauro Pili (Pdl) invece è più amaro: «Vorrei che Grillo e Pd smettessero di gareggiare a chi spara più fumo negli occhi. La sfida non è coi grillini, ma coi problemi veri. Quando vedo le cravatte “no carbone” penso a chi li ha votati nel Sulcis». Caterina Pes (Pd) sottolinea un altro aspetto: «Non è che loro siano cittadini e io no, solo perché ero già in Parlamento. Rinunciano alla tessera autostradale? Anch'io, 5 anni fa, e senza pubblicità». Detto questo «molti loro temi sono nostri, confrontiamoci». Si farà nelle commissioni. «Vorremmo quelle in cui potremo sfruttare le nostre competenze per l'Isola», anticipa Paola Pinna di M5S: «Attività produttive, cultura, affari comunitari». «O i trasporti», aggiunge Bianchi: «Proietteremo sul lavoro la grande adrenalina di questa giornata, per fare qualcosa di positivo». (g. m.)

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