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L'unione sarda. «Basta attacchi a Francesco» Il Santo Padre e le bufale sul web

Ieri l'udienza con i cardinali: «La vecchiaia è l'ora della saggezza»

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dal nostro inviato
Anthony Muroni
CITTÀ DEL VATICANO «Ma quello non è il cardinale Bernard Law, quello che il Papa ieri (giovedì ndr. ) avrebbe cacciato dalla basilica di Santa Maria Maggiore?». Ai vaticanisti di lungo corso non sfugge nulla. E l'abbraccio e lo scambio di battute, prolungato, tra il Santo Padre venuto dall'Argentina e l'82enne porporato che nel 2002 lasciò la guida dell'arcidiocesi di Boston, accusato di aver coperto diversi preti pedofili, non poteva certo passare inosservato. A trasmetterlo è la tv a circuito chiuso della Sala stampa vaticana, subito dopo la fine dell'udienza riservata, ieri mattina, al Collegio cardinalizio.
BUFALE E IMPRECISIONI Per tutta la giornata di ieri, sui social network, si è diffusa la notizia - pubblicata da un giornale e non confermata da nessuna fonte vaticana - che durante il pellegrinaggio a Santa Maria Maggiore, la mattina successiva alla sua elezione, Papa Francesco avrebbe fatto allontanare l'anziano cardinale, ritenendolo indegno. Ma qualcuno ha notato delle incongruenze. Della presenza di Law, infatti, aveva dato notizia il portavoce della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi: «La sua partecipazione è stata molto discreta, nella veste di arciprete emerito di Santa Maria Maggiore», aveva detto già avant'ieri. Perché, dunque, la Santa Sede avrebbe rivelato la presenza del cardinale statunitense, che nessuno aveva notato, e perché (soprattutto) il Papa si sarebbe ieri intrattenuto con lui con espressione stupita quando il porporato disegnava ampi cenni che simboleggiavano la scrittura, se il giorno prima ne avesse davvero decretato una ignominiosa cacciata dalla basilica? L'impressione è che la combinazione tra la personalità del nuovo Pontefice, la velocità con la quale le informazioni vengono pubblicate sulla rete e il morboso interesse dell'opinione pubblica, stia producendo un cortocircuito che mette a rischio la verità oggettiva. Perché - a proposito - la cacciata di Law, probabilmente, non c'è mai stata.
FALSO IL NO ALLE DONNE Non si può dire altrimenti se si fa riferimento alle presunte dichiarazioni contro l'impegno delle donne nella vita pubblica che un anonimo ha attribuito a Bergoglio (riferendosi a una fantomatica dichiarazione ufficiale contro Isabelita Peron e Cristina Kirschner) e che sono state riprese, senza verifica alcuna, da molteplici siti di informazione. Per scoprire poi, ieri, che non esiste prova materiale (né un articolo di giornale, né una registrazione, né una testimonianza) che quel discorso sia stato effettivamente pronunciato e che per la prima volta, in rete, si è iniziato a parlarne proprio il giorno dell'elezione. Un falso. E nemmeno d'autore.
ATTACCHI CONCENTRICI Perché tutto questo fiorire di informazioni non verificate, che rischiano di mettere in cattiva luce non solo il Papa ma l'intera Chiesa, a così poche ore dalla fine del Conclave e quando la figura di questo Pontefice così semplice sembra conquistare sempre più simpatie? Una possibile spiegazione l'ha data ieri padre Federico Lombardi, riferendosi alle polemiche scatenate dal presunto coinvolgimento dell'allora padre gesuita Jorge Bergoglio con la sanguinosa dittatura militare argentina: «Gli attacchi di certa stampa arrivano da una sinistra anticlericale che vuole danneggiare la Chiesa», ha detto, perdendo per un attimo la proverbiale calma. «La campagna contro Bergoglio risale già a diversi anni fa. È portata avanti da una pubblicazione caratterizzata da campagne a volte calunniose e diffamatorie. L'accusa si riferisce al tempo in cui Bergoglio non era ancora vescovo, ma superiore dei gesuiti in Argentina, e a due sacerdoti che sono stati rapiti e che lui non avrebbe protetto. Non vi è mai stata un'accusa concreta e credibile nei suoi confronti. La Giustizia argentina lo ha interrogato una volta come persona informata sui fatti, ma non gli ha mai imputato nulla. Egli ha negato in modo documentato le accuse. Vi sono invece moltissime dichiarazioni che dimostrano quanto Bergoglio fece per proteggere molte persone nel tempo della dittatura militare. È noto il suo ruolo, una volta diventato vescovo, nel promuovere la richiesta di perdono della Chiesa in Argentina per non aver fatto abbastanza nel tempo della dittatura. Le accuse appartengono, quindi, all'uso di analisi storico-sociologiche del periodo dittatoriale portate avanti da anni da elementi della sinistra anticlericale per attaccare la Chiesa».
LA VECCHIAIA Mentre, fuori dalla Santa Sede, il mondo insegue i fantasmi, le bufale, le false accuse e le esagerate lodi, il Papa prosegue il suo percorso di avvicinamento al primo Angelus, programmato per domani, e alla cerimonia di intronizzazione di martedì. Ieri, nella sala Clementina, il Pontefice ha tenuto l'udienza riservata al Collegio cardinalizio, mentre oggi vedrà i giornalisti. «Forse la metà di noi è nella vecchiaia. La vecchiaia è la sede della sapienza della vita, come il vecchio Simeone e la vecchia Anna al Tempio, quella sapienza ha fatto loro riconoscere Gesù. Doniamo questa sapienza ai giovani, come il buon vino che con l'età diventa ottimo». È con queste parole che il gesuita argentino chiamato sul trono di Pietro ha salutato i suoi "fratelli cardinali", a tratti leggendo un discorso e a tratti parlando a braccio, come sembra preferire.
Per ringraziare il decano Angelo Sodano, che lo aveva salutato promettendo, a nome di tutti, collaborazione e riverenza, il Papa si alza e scende un gradino, rischiando anche il capitombolo. Lo evita e sorride di sé, prima di abbracciare l'ex Segretario di Stato.
I CONFRATELLI Nel discorso, oltre all'accenno alla sapienza da trasmettere ai più giovani, rievoca l'immagine dello Spirito Santo che siccome «fa le differenze, sembra sia un apostolo di Babele, che faccia delle confusioni, invece è quello che fa unità fra queste, armonia». Per la vecchiaia papa Bergoglio cita una poesia di Hölderlin: «Siamo fatti per riposare e pregare». E poi il ricordo dell'emozione per l'annuncio della sua elezione ai fedeli in piazza San Pietro: «Da ogni angolo della terra si era elevata la preghiera per il nuovo Papa, con quella suggestiva immagine del popolo orante e gioioso ancora impressa nella mia mente, desidero manifestare la mia sincera riconoscenza ai vescovi, ai sacerdoti, alle persone consacrate, ai giovani, alle famiglie, agli anziani per la loro vicinanza spirituale, così toccante e fervorosa».
SALUTI E BACI Alla fine della cerimonia riceve uno ad uno i suoi elettori: stringe mani, dispensa baci e abbracci, ha un sorriso per tutti. C'è chi gli porge un braccialetto (che lui raccoglie e si cinge al polso), chi gli chiede di benedire dei rosari, chi gli consegna una lettera e chi gli strappa una promessa. A tutti impedisce di inginocchiarsi e con quello che, universalmente, viene definito il più simpatico (il giovane filippino Luis Tagle) scherza e ride di gusto.

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