Le Province avrebbero dovuto assicurare, senza alcuna interruzione, la continuità dei servizi nei Csl. Gli enti intermedi hanno, infatti, l'obbligo di prosecuzione dei servizi orientativi delle politiche del lavoro, di rilevanza pubblica e sociale. Così la pensa la Corte dei conti, chiamata dal presidente della provincia dell'Ogliastra a dare un parere sulla vertenza dei 360 operatori Cesil e Csl, che dal primo gennaio scorso sono senza contratto.
Nel documento c'è scritto che «in attesa della riallocazione delle funzioni in esame nei competenti livelli istituzionali che dovranno essere individuati, la legge regionale 25 del 2012 dispone, a carico delle soppresse Province, la prosecuzione dello svolgimento del servizio pubblico disciplinato dalla legge regionale 5 del dicembre 2005».
I SINDACATI Manuela Piras, referente dei lavoratori di Cesil e Csl per la Uil Temp commenta la valutazione della Corte dei conti sottolineando che «il documento chiarisce bene tutti gli aspetti legati alla nostra situazione. In base al parere, l'aspetto legato all'utilizzo del 50 per cento delle risorse che sarebbero dovute essere impiegate per noi nel 2009, viene meno. Perché per il nostro tipo di servizi, questo limite di spesa non è vincolante e ciò che è stato stanziato dal Consiglio regionale può essere interamente utilizzato. Questa affermazione toglie qualunque spettro su una ipotetica impugnativa sulle norme che ci riguardano».
Gigi Floris, rappresentante della Uil Temp è categorico: «Adesso spetterà all'Agenzia regionale del Lavoro attivare le procedure per il nostro rientro in servizio. Il presupposto è che la Giunta approvi prima la delibera che assegna all'Agenzia il compito di fare la proroga almeno fino a dicembre».
LA PROTESTA Manuela Piras fa presente un altro aspetto che riguarda il problema dell'interruzione dei contratti. «Ora qualunque ripresa - dice - dovrà obbligatoriamente passare attraverso un processo selettivo. La norma prevede che le selezioni siano riservate solo a chi ha operato nell'ambito nelle misure Por dei bandi, e quindi a noi. Le leggi approvate dal Consiglio si riferiscono, infatti, alle finanziarie che indicavano il nostro mantenimento in servizio».
Intanto, in attesa che i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil incontrino il nuovo assessore del Lavoro, Mariano Contu, i lavoratori hanno deciso di mantenere ancora il presidio, attivato dallo scorso 28 gennaio, sotto il palazzo della Regione di viale Trento.
Eleonora Bullegas
