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L'unione sarda. «Dov'è il decisionismo di Deriu?»

Daniela Forma: per la nuova Giunta sufficienti pochi giorni

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Da un anno è presidente del consiglio provinciale, assemblea dalla mappa ormai incerta con il via vai degli eletti da un gruppo all'altro. Daniela Forma, esponente del Pd, prima donna alla guida dell'aula, è al timone in mezzo al caos.
Presidente, da oltre un mese la Provincia non ha una giunta?
«Ogni ruolo politico e istituzionale richiede responsabilità e decisionismo. E in tante situazioni il presidente Roberto Deriu non ha mancato di dimostrare il suo decisionismo. Non si riesce in questo caso a capire come mai una situazione che poteva essere risolta nel giro di pochi giorni si stia trascinando per più di un mese. Auspico che il presidente Deriu proceda con la nomina della giunta perché la Provincia ha necessità di avere un interfaccia politico alle tante problematiche, emerse anche di recente, come il piano di dimensionamento scolastico o le criticità sulla rete stradale».
Veniamo al Consiglio, dove c'è un eletto nell'Udc che transita verso La Base il cui capogruppo invece approda all'Idv che, però, ha già un suo gruppo sconfessato dai vertici dell'Italia dei valori.
«A gennaio ho ricevuto la lettera di Ignazio Piras, eletto nell'Udc: comunicava l'adesione ai “Democratici per Arbau” col ruolo di capogruppo. Ho chiamato sia Piras che il coordinatore Efisio Arbau perché, pur comprendendo la valenza politica, Piras era candidato alle politiche nella lista La Base: dal punto di vista del regolamento la richiesta non poteva essere accolta se non con l'accettazione del capogruppo Andrea Rubattu».
Poi cos'è successo?
«A febbraio è arrivata una nota di Rubattu: dichiarava di uscire dal gruppo “Democratici con Arbau” e di rappresentare l'Idv. La nota era accompagnata da quella del commissario provinciale Idv, Gianni Salis, che comunicava l'uscita del consigliere Pierpaolo Coronas dall'Idv e ne contestava il ruolo di capogruppo. Ho contattato Coronas che invece confermava la sua appartenenza al gruppo Idv nel quale è stato eletto».
Come se ne esce?
«Ho comunicato ai diretti interessati che, pur rispettando la valenza politica dell'azione, dal punto di vista del regolamento non ci sono scorciatoie».
Dunque, tutto resta com'era?
«Assistiamo all'impossibilità per il consigliere Piras di fare il suo ingresso nel gruppo “Democratici con Arbau”, perché già costituito e con Rubattu capogruppo, e per il consigliere Rubattu di entrare nel gruppo Idv, già costituito con Coronas capogruppo. Tutto questo a meno che non arrivi alla presidenza la dichiarazione di accettazione del capogruppo in carica che consenta di perfezionare le comunicazioni di adesione a nuovi gruppi a me pervenute e per il momento non istruibili. Se questo non si verificasse restano due possibilità».
Quali?
«Il regolamento consente ai consiglieri che non intendono fare parte dei gruppi corrispondenti alle liste di entrare nel gruppo misto. La seconda è quella di modificare il regolamento, sempre che l'impostazione di porre un freno ai passaggi, seppure legittimi, da un gruppo all'altro nel corso del mandato venga abbracciata politicamente dal Consiglio».
Guida l'aula da quasi un anno, segnato dal referendum sull'abolizione delle Province e dalle turbolenze politiche.
«I consiglieri hanno grande senso di responsabilità. Ma, pur nella necessità di una riforma degli enti locali, che noi promuoviamo, siamo capitati nel momento di maggior sfiducia e attacco. Contestualmente ci troviamo nell'impossibilità di dare risposte a cittadini, imprese, Comuni. Non abbiamo certezza di trasferimenti, le risorse disponibili non si possono spendere per il patto di stabilità. Manca certezza giuridica sull'ente. La Provincia, di fatto, è morta».
Marilena Orunesu

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