La crisi in Provincia e le divisioni nel centrosinistra di Macomer, dove si vota alle amministrative, diventano caso regionale. Lo annuncia l'Idv dopo lo strappo in Provincia e l'uscita dalla maggioranza.
Il commissario Gianni Salis è duro: «Ci siamo proposti con una grandissima apertura, ci siamo ritrovati in una situazione paradossale: la maggioranza vuole che l'Idv sia rappresentata da persone fuoriuscite dal partito. È inaccettabile, non possiamo essere rappresentati da persone scorrette e ipocrite che si nascondono dietro una sigla senza dire a quale appartengano».
Dice il vice segretario regionale Salvatore Lai: «Ciò che è successo in Provincia contrasta con le decisioni del tavolo regionale del centrosinistra e con le esigenze di unità e di profondo cambiamento nei metodi, nelle persone e nella capacità progettuale. Corrisponde a scelte miopi, anche dal punto di vista elettorale. Finora l'Idv in Provincia è stata subalterna al presidente mentre a Macomer alla necessità di cambiamento vengono anteposte esigenze quasi personali e paesane. Poniamo le questioni a Silvio Lai. Se non ci sono istituzioni e partiti all'altezza viene meno il loro ruolo. Ci interessa che il ruolo dei partiti si eserciti correttamente nelle istituzioni». Lai e Salis rassicurano sul comune di Nuoro, nonostante Cosimo Soddu aggiunga “per ora”. «Nel Comune l'Idv sta in maggioranza con lealtà, ma non con subalternità. Non vogliamo esportare i problemi della Provincia». Ma tutti annunciano un impegno maggiore su questioni care alle loro battaglie, a iniziare dai costi della politica.
Dice Andrea Rubattu, consigliere provinciale di Macomer: «C'è un partito che non riesce a divincolarsi dalla gestione di potere legata all'inceneritore da 52 milioni di euro. Credo che Ivo Carboni è osteggiato perché ha dato fastidio a chi è abituato a gestire importanti risorse». A Macomer - nota l'Idv - c'è l'impegno del centrosinistra regionale per fare le primarie, ma il Pd provinciale non ci sta.
Intanto, dall'opposizione Fabio Fancello, Ignazio Piras e Federico Castori bacchettano il Pd («ha aperto la crisi») e annunciano che diserteranno sedute di Consiglio e di commissione fino a quando non verrà nominata la nuova giunta.
