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L'unione sarda. Crisi, oggi ultimo atto Il presidente convoca i gruppi consiliari

Il Pd: basta rinvii, ora le nomine

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Dopo il nulla di fatto tra i partiti del centrosinistra, per venire a capo di una crisi sempre più complicata il presidente della Provincia, Roberto Deriu, riunisce oggi i gruppi consiliari. Il passaggio si annuncia decisivo per la soluzione dell'impasse politica o per mettere fine a un'esperienza amministrativa molto travagliata.
IL PRESIDENTE «Ho favorito l'accordo tra i partiti che hanno avuto 43 giorni di tempo per risolvere la crisi, ma l'accordo non si è raggiunto. Ora - annuncia Deriu - mi rivolgo ai gruppi. Se mi sostengono per comporre la giunta va bene, altrimenti è finita. Io non posso stare senza un esecutivo».
PARTITO DEMOCRATICO Deriu sottolinea di aver già comunicato le sue intenzioni al Pd, il partito di appartenenza, che sul caso Carboni, all'origine della crisi, non torna indietro: per il Partito democratico l'ex assessore socialista, in guerra contro il sindaco Pd Alessandro Bianchi, deve stare fuori dall'esecutivo. Ma il Psi resta sulla sua posizione e conferma la sua delegazione in giunta, compreso Carboni. Il caso così resta aperto e la crisi irrisolta.
IL CAPOGRUPPO Intanto, interviene il capogruppo Pd in Provincia, Renzo Soro, per fare un appello proprio a Deriu sollecitandolo a risolvere la crisi con la nomina di una nuova giunta. Dice: «Da 43 giorni la Provincia di Nuoro è senza giunta. Il gruppo consiliare del Partito democratico ritiene che non possa essere ulteriormente procrastinata la nomina degli assessori. A tal fine, invita, il presidente Deriu a procedere senza ulteriori indugi, alla nomina di un esecutivo che possa affrontare i tanti problemi che si sono accumulati in questa lunga fase di vacatio. Nessuna dilazione dei tempi è giustificabile agli occhi dei cittadini e, quindi, non può trovare comprensione da parte del nostro gruppo».
TENSIONI Oggi si vedrà se la posizione dei consiglieri provinciali coincide con quella del presidente a cui più d'uno, nel Pd, a iniziare dal presidente del Consiglio Daniela Forma, rimprovera di non avere dimostrato l'abituale decisionismo lasciando che la crisi si trascinasse nel tempo anziché procedere alla nomina dei nuovi assessori chiudendo il caso nell'arco di pochi giorni.

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