«Forse da qui Cappellacci ci sentirà ». Lo dice al megafono, sopra il tetto del palazzo della Provincia, dove il vento tira forte e disperde le parole. Roberto Deriu protesta contro la Regione che non trasferisce i fondi agli enti locali i quali, con le casse vuote, non possono onorare gli impegni presi con le imprese, costrette a chiudere e a licenziare.
LA PROTESTA Sciarpa blu, megafono grigio, il presidente ieri mattina sale sul tetto dell'edificio di piazza Italia. È deciso a richiamare l'attenzione della Regione da cui la Provincia attende fondi per quasi 5 milioni di euro, equivalenti a 17 cantieri, ora bloccati, e a centinaia di posti di lavoro. «Mi scandalizza la Finanziaria: la Regione è il cuore della finanza pubblica sarda e decide che tutte le risorse devono stare nel cuore, senza mandarle nelle periferie, cioè ai Comuni e alle Province».
I FONDI «La Regione decide che le risorse devono rimanere presso di sé, in un fondo unico dove si trova di tutto», dice Deriu. «Denuncio il delirio di queste misure, è assurdo che quando la Regione deve ancora pagare alle Province per imprese e lavoratori, si pensi di dare i fondi con le elemosine e le misure estemporanee. Invece si distrugge la fiducia pubblica. La pubblica amministrazione ha firmato contratti e non paga: è un continuo tradirsi e violare le regole». Deriu, che è anche presidente dell'Ups (Unione delle Province sarde) attacca Cappellacci: «Non ha mai accettato un incontro».
LA LOTTA I mancati trasferimenti regionali espongono la Provincia al rischio di finire fuori dal patto di stabilità . In ballo 4 milioni 732.378 euro per opere pubbliche già realizzate (3 milioni 737.373 di euro) e per lavori nelle scuole (994.647 euro). Somme anticipate dalla Provincia. «Ci sarà lotta - promette Deriu - finché non c'è il rispetto della legalità da parte di Cappellacci».
I DIPENDENTI Il personale della Provincia esterna solidarietà agli imprenditori: a causa del mancato arrivo dei fondi regionali già nel primo trimestre 2013 l'ente ha esaurito la sua capacità di spesa. I dipendenti scrivono una lettera e in un'assemblea sostengono di essere disponibili a concorrere all'eventuale pagamento delle sanzioni con una quota mensile dell'1,2 per cento dello stipendio. «Consapevoli che la situazione economica necessiti di un segnale forte da parte delle amministrazioni locali e che le imprese non debbano sopportare ulteriori arresti, rivolgono un appello alla Provincia perché rifiuti la logica dettata dal Patto e continui a portare avanti le opere intraprese. Nella convinzione che eventuali sanzioni conseguenti a tale decisione non debbano essere integralmente sopportate dagli amministratori, i dipendenti sono disponibili a concorrere al pagamento».
REAZIONI Alla protesta di Deriu replica il Pdl. «Il presidente, dopo uscite di scena, ritorni e autonomination, non sa più come liberarsi del suo più acerrimo nemico: se stesso e il suo malgoverno», dice Basilio Brodu, coordinatore provinciale. «Le risorse sono sacre. A tagliare i fondi al territorio non è la Regione, ma chi, come Deriu, è più attento alla logica degli interessi della politica che al Nuorese».
Marilena Orunesu
