Colla, cartoncino riciclato, pennellini, lente di ingrandimento e tanto tanto tempo a disposizione. Sono le armi con cui Gianni Moledda, nuorese, assicuratore in pensione, difende la propria passione per il modellismo. Ma niente automobili, galeoni pirata o aeroplani. Tutt'altro. Gianni costruisce nei minimi particolari i piccoli angoli della Nuoro Vecchia come le Vecchie Grazie o Sos Sette Fochiles. Una passione scoperta con la pensione, perfezionata negli anni e col tempo contestualizzata alla sua città .
TUTTO PER CASO «Devo dire grazie alla mia nipotina, che quando aveva tre o quattro anni, mi ha chiesto di costruirle la capanna di Gesù Bambino. E cuore di nonno, non poteva esimersi da questo difficile e affascinante compito. Il resto è un gioco divertente che negli anni è appunto diventato una grande passione». Ma questa capanna, quindi? Sorride, Gianni. «Ho cercato materiale di fortuna», ho riciclato una scatolina di camomilla. L'ho ritagliata, rivestita e ho così realizzato una capannina davvero bella. Preso dall'entusiasmo per una manualità fino ad allora sconosciuta, continua Gianni, ho affinato le tecniche dando vita a quello che oggi posso definire il mio grande hobby». E, infatti, il piccolo laboratorio che si è creato in una stanza della sua casa nel centro di Nuoro è un misto di modellini già completati, di altri in fase di realizzazione e un piccolo armadietto dove sono stipati gli strumenti da lavoro. «Inizialmente mi sono cimentato nella realizzazione di piccole casette da mettere nel presepe di casa.
IL VILLAGGIO LABORIOSO Poi, la passione mi ha spinto a realizzare un intero villaggio degli antichi mestieri e oggi le mie capacità mi permettono di fare nel dettaglio le piccole botteghe». E, in effetti, a ben guardare all'interno delle botteghe in cartone, si notano il cuoio e gli strumenti del calzolaio, la fucina del fabbro, le pialle del falegname e così via. Le sue sono delle autentiche opere d'arte, che prendono vita nei pomeriggi piovosi e soleggiati indifferentemente. Perché Gianni trascorre quattro o cinque ore tutti i giorni nel suo piccolo grande laboratorio. Una mano di aiuto gli viene a volte offerta dalla moglie Alda, grande pittrice e appassionata di deocupage. È lei che gli crea i piani robusti dove incollare i suoi villaggi. Negli ultimi tempi, Gianni, è andato alla ricerca di vecchie foto della città . Con il loro ausilio ha già realizzato la chiesa delle Vecchie Grazie e Sos Sette Fochiles, con il suo classico pozzo al centro, due luoghi molto cari ai nuoresi.
Proprio queste due opere, non sono ovviamente passate inosservate. Apprezzate nelle due ultime edizioni della notte bianca nuorese, oggi sono orgogliosamente esposte al Museo del Costume. Il sogno nel cassetto? Semplice: «Nuoro possiede tante bellezze artistiche e storiche. Mi piacerebbe realizzarle fedelmente. Penso per esempio alla Casa della Deledda, il Castello e la Cattedrale».
Ma. Ti.
