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L'unione sarda. Omicidio Testoni I figli ascoltati dagli inquirenti

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Prima la visita in cimitero per una preghiera sulla tomba del padre, poi due ore trascorse in caserma. Il giorno dopo i funerali di Mario Testoni, i figli Fabrizio e Riccardo sono stati ascoltati dagli inquirenti. Un lungo colloquio per ricostruire fatti, riportare alla memoria confidenze e preoccupazioni del padre, collegare date e episodi. I carabinieri del Comando provinciale hanno ascoltato anche altri familiari dell'ex direttore del cimitero di Nuoro ucciso mercoledì scorso, sulla soglia della casa di via Laporta, con due fucilate alla schiena.
L'INCHIESTA La pista privilegiata dai carabinieri resta quella delle grane dentro la cooperativa edilizia Su Nuraghe di cui Mario Testoni era vicepresidente. Una lite giudiziaria quasi trentennale, da una parte 56 componenti il sodalizio, dall'altra 4 ex soci, che si è conclusa qualche settimana fa con il decreto di sfratto (che sarà eseguito l'8 maggio) per questi ultimi. La sera stessa del delitto, i militari hanno bussato alla porta di queste quattro famiglie. Tutti sono stati interrogati, mentre quattro uomini sono stati sottoposti all'esame stub e perciò iscritti nel registro degli indagati. Gli esiti del test arriveranno a giorni. Ma, intanto, i militari non trascurano altre piste.
LA FIACCOLATA L'appello alla collaborazione lanciato dalla famiglia in lutto e affidato al parroco durante la messa funebre («Ogni elemento può essere utile alle indagini e può anche essere comunicato in forma anonima»), nonché le dure parole del vescovo rivolte al killer («Devi dire chi sei») - hanno scosso la città. «È tempo che anche le scuole scendano in campo», dice Nazario Porcu, dirigente dell'istituto comprensivo numero 4, che con i docenti e tutto il personale (i colleghi di Pina Meloni, la vedova di Mario Testoni, che lavora come segretaria nella scuola di Monte Gurtei ndr ), gli alunni, i genitori e l'associazione Progetto Farfalla ha organizzato una fiaccolata per martedì alle 18 e 30 (partenza dalla scuola di via Iglesias). «Una fiaccolata di solidarietà per la famiglia e segno di protesta e rinascita della città. Mario era un uomo stimato e giusto. È tempo che tutti i cittadini prendano coscienza che, se non si rispettano le regole, questa città andrà alla deriva».
P. S.

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