Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Insulti ai gay, smascherato l'autore online

Condividi su:

Autore, o regista occulto, degli insulti omofobi volati online all'indirizzo di alcuni liceali dell'Asproni, ha tenuto l'anonimato per lo spazio di una settimana. La polizia ora lo ha smascherato con un'indagine-lampo, avviata con la consulenza della Polpost e arrivata alla svolta grazie agli accertamenti della Squadra mobile. Si tratterebbe di un ex studente dello stesso liceo, del quale però gli inquirenti non vogliono rivelare il nome. Sono in corso ulteriori accertamenti che potrebbero dare all'inchiesta un'ulteriore svolta.
L'APPELLO DEL PRESIDE Proprio ieri, con una lettera aperta, condivisa sul profilo facebook del liceo Asproni, il preside Antonio Fadda invitava l'autore dei messaggi omofobi a gettare la maschera. «A chi si è macchiato di questi gesti – a chi ha attivato il profilo e lo ha gestito, a chi ha postato gli stati – consiglio, anche a nome di ogni studente, di ogni genitore, di ogni docente, di farsi avanti, e di farsi avanti non in forme private, inopportune, vigliacche, ma nelle forme pubbliche che solo, ormai, possono riparare al danno: rivolgendosi alle forze dell'ordine spontaneamente». Il pentimento non deve ammettere scorciatoie. «Altre forme - insiste Fadda - non sono ricevibili, non sono ammissibili per il rispetto dovuto alla sofferenza di ciascuno di noi. E ciò non per la mancanza di una pronta disposizione al perdono, che, con il tempo necessario, ci animerà tutti, ma perché nella vita viene, finalmente deve venire, il tempo del coraggio e dell'assunzione di responsabilità».
AUTORE E MOVENTE L'invito non è soltanto a presentarsi con nome e cognome ma anche a rivelare il movente nascosto dietro il rigurgito omofobo spruzzato online. «Occorre - scrive ancora nella sua lettera il dirigente - che chi ha sfregiato dica, a viso scoperto, cosa lo ha spinto, cosa intendeva costruire, è indispensabile che rilegga le sue parole, che le decifri alla luce di una nuova variabile, forse prima non considerata: il dolore provocato».

Condividi su:

Seguici su Facebook