NUORO Un silenzio spezzato solo dal lieve vociare dei bambini che aprono il corteo. Ieri sera la fiaccolata in ricordo di Mario Testoni, il pensionato ex dirigente comunale di 62 anni assassinato una settimana fa davanti a casa sua, si scioglie con l'abbraccio carico di solidarietà di Nazario Porcu, preside delle Elementari di Monte Gurtei, alla vedova Pina Meloni (dipendente della stessa scuola) e ai figli Fabrizio e Riccardo. Con lui Nanni Sale dell'associazione “Progetto farfalla” che, con l'istituto, ha promosso l'iniziativa. Il resto della folla se ne sta in rispettoso silenzio, con i lumicini in mano. Poi l'applauso che esorcizza il male, ma solo in parte.
I BAMBINI Il sole è tramontato da un pezzo, quando gli scolaretti varcano il cortile di casa Testoni e iniziano a sistemare i cartelloni sulla recinzione: “No alla violenza, viva la legalità”. Messaggi semplici, contrapposti alla viltà di chi, nascosto nell'ombra, ha reciso una vita e infranto per sempre la serenità di una famiglia.
LA SOLIDARIETÀ Nel corteo sono in tanti, per un senso di vicinanza ai familiari e condanna per l'assassinio di un uomo che - lo dicono amici e colleghi - non aveva mai fatto torti a nessuno, che anzi era portato alla mediazione. Nell'aria risuonano ancora le parole del parroco don Alessandro Fadda, che durante l'omelia ha definito il killer “Caino”. Nessuno scorda l'invito del vescovo monsignor Mosè Marcia, che ha sollecitato l'assassino a venire allo scoperto.
IL CORTEO Nuoro, ferita da un omicidio forse figlio della vendetta, ripiomba in un clima cupo che sperava di aver archiviato, ma il nuovo delitto non lo consente. Non è un caso che alla fiaccolata ci siano tanti amministratori, il Consiglio comunale in prima linea, e l'esecutivo guidato dal sindaco Alessandro Bianchi. E poi centinaia di persone comuni, che hanno deciso di partecipare non solo per solidarietà ai familiari di Testoni, ma anche per fare una scelta di campo dalla parte della legalità. Cordoglio e solidarietà sono giunti anche da Marina Moncelsi, referente locale dell'Istasac, l'Istituto per la storia del fascismo e dell'età contemporanea della Sardegna centrale: «La lotta contro il sopruso e l'ingiustizia non ha mai fine», è il suo commento.
Francesca Gungui
