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L'unione sarda. Servizi e beni pagati in Sardex, moneta-baratto per disoccupati

FINANZIARIA. Un sussidio mensile da spendere soltanto nel circuito

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Il bando per l'adesione sarà disponibile in aprile. Prima c'è la Finanziaria che deve completare il percorso: tra i suoi capitoli prevede 20 milioni per tre anni (dal 2013) nel reddito di comunità.
REDDITO DI COMUNITÀ Diecimila giovani disoccupati sardi su 23 mila, di età compresa tra i 25 e i 35 anni, potranno disporre di un conto e di una carta Sardex (il baratto virtuale) per l'acquisto di beni e servizi del valore di 500 euro ogni mese. Non si mettono in circolo soldi veri, ma con la carta Sardex sarà possibile soddisfare necessità ed esigenze reali. Gli acquisti saranno garantiti dai 20 milioni (questi invece veri) che, a sua volta, la Regione investirà in beni e servizi da immettere nel sistema di compravendita in Sardex, cioè senza denari. «Entro sette-otto mesi, comunque, il reclutamento dei giovani disoccupati, che verrà fatto per blocchi di 1000-1500, sarà completato», fa sapere Mariano Mariani, direttore di Sardegna promozione, l'ente che ha chiuso con Sardex.net l'accordo triennale per la sperimentazione di moneta complementare nella pubblica amministrazione. «Stiamo studiando con l'agenzia del lavoro il sistema con cui fare le selezioni».
I CRITERI I criteri potrebbero tener conto di diverse caratteristiche. «Circa la metà dei 23 mila potenziali fruitori sono diplomati o laureati e l'altra metà non ha titoli di studio: potremmo stabilire di concedere il reddito di comunità in base al titolo di studio, oppure scegliere una via di mezzo, in base all'indice di povertà».
COME FUNZIONA Il funzionamento del sistema è semplice. La Regione entra nel circuito acquistando beni e servizi per 20 milioni. Acquisterà soprattutto beni e servizi di cui la comunità Sardex ha necessità: «Semplificando», fa sapere Gabriele Littera, 28 anni di Serramanna, tra i fondatori di Sardex.net (35 dipendenti tra diretti e indotti, 560 mila euro di fatturato nel 2012), «bottiglie di vetro, carta, acciaio e altre materie prime che trovano mercato favorevole nel circuito. Vendendo questi beni in Sardex finanzierà i 500 Sardex-euro al mese da mettere a disposizione dei 10 mila disoccupati. La Regione fornirà poi al circuito altri servizi: affitti di immobili pubblici, biglietti del trasporto pubblico locale, piccoli tributi potranno essere pagati in Sardex».
IL POTERE D'ACQUISTO E i disoccupati? «Non venderanno beni in Sardex, perché per loro lo farà la Regione, ma potranno acquistarli fino a un massimo di 500 euro», spiega ancora Littera: «Nel circuito Sardex sono inserite aziende di ogni settore merceologico, mille in tutto. Per i giovani che entreranno con la carta fornita dalla Regione prevediamo una preferenza maggiore per settori come l'agroalimentare, la cultura e lo svago. Potranno insomma comprare cibo al supermarket convenzionato, volumi in libreria, pagare un conto in pizzeria nei locali che accettano la carta Sardex, che accumuleranno crediti da investire nel sistema». E in cambio, forniranno qualche servizio? Garantendo per loro la Regione, che ha stanziato un milione a parte per favorire l'ingresso in Sardex.net di altre imprese, in teoria non dovrebbero fornire prestazioni.
LA CONTROPARTITA Nel circuito, infatti, non hanno accesso i privati cittadini, ma solo aziende: «Possono tuttavia mettere a disposizione della comunità tempo e saperi», conclude Mariani: «Penso ai giovani laureati in lingue, che potranno sdebitarsi con qualche lezione d'inglese. O lavori sulla segnaletica per i servizi turistici». Però, se sarà una rivoluzione, si saprà tra sette mesi.
Lorenzo Piras

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