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L'unione sarda. «Fisco, l'Agenzia delle entrate colpirà soltanto chi evade»

Parla il nuovo direttore regionale

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Leonardo Zammarchi ha la parlata tipica del toscano, fiorentino di Lastra a Signa, per la precisione. È sbarcato in Sardegna da poche settimane e sta prendendo confidenza con quella che i contribuenti vedono come uno spauracchio, la longa manus del Fisco sul territorio sardo.
Il nuovo direttore regionale dell'Agenzia delle entrate ha però un'idea molto più accomodante dei rapporti con il Fisco e non ci sta a incutere timore ai contribuenti, soprattutto quelli che dichiarano tutto fino all'ultimo centesimo. Tanto che si presenta con un foglio che riporta i dati sulla mediazione tributaria, uno degli istituti messi in campo dall'Agenzia delle entrate per cercare di ridurre al minimo il contenzioso con i contribuenti. In Sardegna, le istanze presentate nel corso dell'ultimo anno sono state 904 e 389 sono quelle esaminate, di cui 175 definite in fase di mediazione, mentre 159 quelle rigettate. Per altre 55 c'è invece una proposta di mediazione ancora in corso.
IL CONTENZIOSO «Cerchiamo di ridurre al minimo il contenzioso», spiega Zammarchi, «peraltro la Sardegna ha numeri molto più bassi rispetto ad altri uffici». L'esperienza del nuovo direttore regionale dell'Agenzia delle entrate è lunga, iniziata in Toscana e passata per Roma e soprattutto per le attività del servizio Ispettivo delle Entrate. Nell'Isola dice di aver trovato, come primo approccio, una buona disponibilità da parte del personale in favore del contribuente. «È presto per esprimere giudizi, ma non mi sembra che si possa dire il contrario». La direzione regionale, oltre a occuparsi dell'organizzazione, segue i grandi contribuenti. «Ci muoviamo sulle analisi di rischio, non colpiamo a pioggia», spiega Zammarchi, «cerchiamo di individuare i soggetti con una possibile pericolosità fiscale e interveniamo con i controlli». E la ragione, secondo il dirigente dell'Agenzia delle entrate, è soprattutto legata all'esigenza di «garantire una concorrenza leale ai contribuenti: chi evade e si avvantaggia rispetto alle imprese corrette è un concorrente sleale».
I CONTROLLI L'attenzione dei media nei confronti dell'Agenzia, dunque, appare eccessiva. «Partiamo da situazioni macroscopiche, e il numero dei controlli sintetici, quelli da redditometro per intenderci, non è così elevato. Saranno all'incirca un migliaio quelli che si faranno nell'Isola, anche se stiamo ancora aspettando i numeri per il 2013», spiega Zammarchi.
E a chi si lamenta che gli ispettori dell'Agenzia a fine anno aumentano gli invii degli accertamenti per rientrare nei budget, risponde che «l'attività iniziata durante l'anno finisce spesso per concretizzarsi dopo mesi di lavoro, ma questo non fa crescere i numeri del contenzioso». Peraltro, ribadisce che l'attività dell'Agenzia non può essere fatta senza aprire un dialogo con il contribuente. «Il nostro obiettivo è colpire chi evade e chi non vuole adempiere alle richieste del fisco, per il resto c'è la mano tesa verso i contribuenti: lo dimostrano i nostri servizi di consulenza».
Giuseppe Deiana

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