Il Consorzio Latte non esiste più. È stato dichiarato fallito dal tribunale di Oristano con la sentenza del 18 marzo. Il Tribunale ha nominato curatrice fallimentare Manuela Campus, commercialista di Oristano, di origine macomeresi. Il tentativo di risanare il Consorzio si è arenato in un vortice di debiti.
SALVATAGGIO Silenzio dell'ultimo presidente Leonardo Tilocca. Quando il consorzio è stato messo in liquidazione aveva detto: «Appena entrati nel consiglio di amministrazione, abbiamo trovato una situazione pesante. Un debito pregresso che pesava come un macigno, abbiamo cercato, inutilmente, di ridurlo. Non abbiamo mai avuto risposte dalle istituzioni, che pure abbiamo sollecitato ad ogni piè sospinto, nonostante la struttura di Tossilo sia di proprietà della Regione». L'impegno del cda era iniziato due anni fa, col tentativo di salvataggio naufragato nel giro di pochi mesi. «Di quel debito qualcosa l'abbiamo pagata - ha detto più volte Tilocca - ma non è bastato ad uscire da una situazione difficile».
I DIPENDENTI C'è il problema dei 14 dipendenti: sperano nella cassa integrazione in deroga, richiesta non ancora accolta dalla Regione. Dice Gianni Fanti della Cisl: «Il Consorzio è fallito per il disinteresse della politica, in primo luogo della Regione, che ha dato il via libera per l'affitto di una parte dello stabilimento di Tossilo alla ditta Forma per la lavorazione delle carni per sei anni, rinnovabili per altri sei. È avvenuto ignorando completamente i 14 lavoratori che ora sono per strada. Per noi la battaglia continua, vogliamo risposte dalla Regione». Il Consorzio Latte è nato agli inizi del 2000, con l'adesione di numerose aziende di trasformazione e cooperative, attraverso un contratto di programma destinato dal ministero dell'Economia a rilanciare settori economici di territori depressi. Qualcosa non ha funzionato tanto che della vicenda si sta interessando la Guardia di Finanza.
Francesco Oggianu
