Niente è ancora deciso. Il rischio è che il Consiglio regionale si divida anche sulla scelta dei tre delegati sardi che parteciperanno alle votazioni, dal 18 aprile, con le Camere riunite, per l'elezione del capo dello Stato. Oggi alle 10 è convocata l'assemblea: ogni consigliere, a scrutinio segreto, potrà esprimere due preferenze. Due, e non tre, per garantire anche alla minoranza di nominare un suo rappresentante. Per i tre non c'è un accordo chiaro e - come già anticipato da L'Unione Sarda - potrebbe essere stravolta, proprio per effetto di queste divergenze, la prassi consolidata che prevede una trasferta di pregio a Roma per il presidente della Giunta, per quello del Consiglio regionale e per il capogruppo del maggior partito dell'opposizione.
SCRUTINIO SEGRETO Alle 9,30, mezz'ora prima dell'apertura della seduta, sia il gruppo del Pdl che quello del Pd, nelle rispettive sedi del Palazzo di via Roma, si riuniranno per decidere una linea interna unitaria. Nella maggiore forza del centrodestra c'è subbuglio, ed è proprio questo il motivo per cui il capogruppo Pietro Pittalis ha chiamato a rapporto i consiglieri berlusconiani: a molti non va giù che a rappresentarli sia Claudia Lombardo. «Sì, è vero che non ha lasciato il partito, ma in Consiglio fa parte di un altro gruppo che, tra l'altro, è critico verso l'operato della Giunta e, ancor di più, del presidente Ugo Cappellacci», raccontano da ambienti vicini al Pdl. È probabile che emerga una controcandidatura: quella di Pietro Pittalis che, sempre da capogruppo, ma del più grosso partito d'opposizione, allora Forza Italia, partecipò nel 1999 all'elezione di Carlo Azeglio Ciampi.
IL CASO LOMBARDO E il resto della maggioranza? È da capire che cosa farà l'Udc. Chiara, invece, la linea dei Riformatori: per voce del coordinatore e vicepresidente dell'assemblea Michele Cossa, premono «per la soluzione istituzionale». Insomma: nessuna deroga è ammessa. Voteranno per la Lombardo e per Cappellacci e, se la linea del partito maggiore fosse un'altra, «faremo confluire i voti su un nostro candidato».
I QUATTRO MORI Chi voterà con l'opposizione è il Psd'Az che, dopo l'uscita dalla Giunta, ha compiuto il passo di rompere l'alleanza col centrodestra. Da Giacomo Sanna, leader dei Quattro Mori, arriva un monito: «Non si può giocare con le istituzioni», tuona. «Se la prassi dovesse essere stravolta, nel prosieguo della storia della legislatura si potrà solo peggiorare. Non è il momento delle contrapposizioni personali. Di certo nessuno di noi sardisti ha intenzione di andare a Roma. Voteremo il rappresentante dell'opposizione».
IL CENTROSINISTRA Quale però? Dal centrosinistra emerge un quadro simile a quello del centrodestra, cioè confuso. Per questo il capogruppo del Pd Giampaolo Diana - dato in forse per far spazio a Renato Soru piuttosto che a Francesca Barracciu, quest'ultima in asse con la Lombardo qualora il Pdl decidesse di scegliere Pittalis - ha convocato il gruppo: «Arriveremo senz'altro a una linea unitaria, ma nessuno mi ha posto esigenze personali diverse dalla prassi». E se ci fossero? Diana aspetta il confronto ma non lo esclude. Come l'altro Diana, Mario, fedelissimo della Lombardo e capogruppo di Sardegna è già domani. Ricorda che, «a giudicare da quel che si dice in Consiglio, nel segreto dell'urna potrebbe avere qualche problema pure Cappellacci». Dalle 10, in Aula, verrà fuori la verità .
Lorenzo Piras
