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L'unione sarda. La Sardegna brinda agli affari

VINITALY. Affollatissimi gli stand regionali. La denuncia: dazi troppo alti sull'export

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Costa troppo esportare i vini nei Paesi emergenti? Pare proprio di sì. Visto che l'ammontare complessivo dei dazi oggi in vigore sui vini italiani nei principali paesi importatori è di circa 269 milioni di euro, pari al 12% del valore complessivo di vino esportato nei Paesi terzi, che nel 2012 ha superato quota 2,2 miliardi di euro (+8,8% rispetto al 2011). È quanto è emerso dal convegno organizzato dall'Alleanza delle cooperative al Vinitaly di Verona. I dati mettono a confronto Paesi come gli Stati Uniti, il Canada, la Svizzera, la Norvegia e l'Australia, dove il mercato del vino è praticamente liberalizzato, e altri quali India (dazi pari al 150% del valore del vino), Thailandia (59%), Malesia (31%), Brasile (26%) e Ucraina (23%), con dazi ancora molto alti.
STAND SARDEGNA Ma la notizia ieri non ha proprio fatto rumore fra gli stand dei vini sardi affollati come non mai. Dopo una domenica decisamente tranquilla c'è stato l'autentico assalto con migliaia di bottiglie stappate per gli assaggi. Un tour fra i vini di Oliena, della cantina di Calasetta, di Castiadas, di Quartu e, poi ancora, fra le cantine Argiolas di Serdiana e di Ferruccio Deiana di Settimo San Pietro. Migliaia gli assaggiatori, tanti anche i contratti firmati. «Stiamo esportando in 51 Stati», ha detto Franco Argiolas. «Arriviamo anche negli Emirati. Proponiamo qualità. Siamo sicuramente moderatamente soddisfatti. Questo Vinitaly appare decisamente propositivo. Presentiamo anche il Turriga che proprio quest'anno ha compiuto i venti anni. La nostra vera forza resta la qualità». Paolo Congiu della cantina di Oliena: «Nel nostro stand si sta fermando tantissima gente. Non sono mancati gli stranieri. Abbiamo firmato anche diversi contratti. Un buon segno in questo momento di difficoltà economica». Più in la, ecco lo stand della Cantina di Castiadas. Il presidente Mario Sestu dice che «le cose vanno benino. Piace moltissimo il nuovo vermentino Notteri che ha due anni di vita».
GLI ESPOSITORI Ferruccio Deiana propone il Karel, il Donicala e poi Ajana e Oirad. «Tutti vini», dice, «davvero apprezzati. Stiamo cercando nuovi mercati perché c'è necessità di allargare gli spazi. Oggi è arrivata davvero tanta gente. Stranieri compresi. «Proprio in questo contesto», dice Mariano Murru, enologo della cantina Argiolas, «nel nostro stand abbiamo ospiti russi, australiani, americani e polacchi. Col Turriga hanno apprezzato i vini bianchi in generale e in particolare il nasco e il nuovo vermentino Meri». Il tour al Vinitaly va avanti fra gli stand di Giampietro Puggioni di Mamoiada, Massidda di Donori, tra la cantina di Dolianova, di Badesi, Binzamanna dell'Anglona, e quella de Sa Bresca Dorada. Il presidente della cantina di Dolianova, Murgia, dice che «il Vinitaly rappresenta per noi una grande vetrina. Siamo presenti con i nostri bianchi e rossi risultati particolarmente apprezzati. Puntiamo su mercati sempre più interessanti. Una qualità che per noi nasce già nel vitigno».
Raffaele Serreli

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