Da qui alla fine dell'anno occorre reperire almeno altri 200 milioni di euro. Fondi necessari per assicurare i sussidi a un esercito che, tra cassa integrazione e mobilità , a ieri sommava nell'Isola 20.282 lavoratori, per un impegno complessivo di 220 milioni di euro, con un aumento delle istanze del 20 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012. A livello nazionale serve un altro miliardo per coprire gli ammortizzatori sociali per il 2013. La richiesta, in conferenza delle Regioni, è stata presentata al governo e il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha ammesso che al momento sono risorse che mancano all'appello. Alla Sardegna verrebbero a mancare circa 60 milioni che invece servirebbero come il pane per colmare un fabbisogno che, a dicembre, alla chiusura dell'anno, dovrebbe aggirarsi intorno ai 300 milioni, considerato che il 2012 è stato chiuso a 240 milioni.
LETTERA AL QUIRINALE Considerato il trend d'inizio anno, dagli uffici di piazza Giovanni confermano: da qui al 31 dicembre occorre reperire come minimo 200 milioni. «Per questo abbiamo scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ricordandogli la situazione drammatica che attraversa la Sardegna», dice l'assessore al Lavoro Mariano Contu. «La vicenda può avere risvolti che, in poco tempo, potrebbero far degenerare l'emergenza da lavorativa a sociale». Le cifre fornite dall'assessorato non invitano all'entusiasmo: «Le risorse disponibili al momento sommano 42 milioni, di cui 12 per la mobilità e 30 per la cassa integrazione», prosegue Contu. «In conferenza delle Regioni, del miliardo richiesto, è definito che alla Sardegna spettino 59 milioni. Soldi però ancora da trovare, a detta della Fornero. Reperiti questi fondi, considerato che il fabbisogno del 2012 è stato di 2,2 miliardi e che le istanze a livello nazionale sono cresciute del 22 per cento, al prossimo governo sarà richiesto un ulteriore miliardo e 400 milioni. Se e quando sarà , alla Sardegna dovrebbero spettare ulteriori 73 milioni».
L'APPELLO L'assessore lancia un appello a sindacati e associazioni: «Su questo versante dobbiamo condurre una battaglia comune per ottenere dallo Stato i 200 milioni per garantire i sussidi». E aggiunge: «Un dato ci preoccupa maggiormente: la crescita delle istanze di mobilità rispetto a quelle di cassa integrazione. Significa che le aziende stanno chiudendo». E non solo nel Sulcis e nel Cagliaritano, a giudicare dai dati provinciali. Da qui un impegno: «La Regione garantirà sostegno diretto alle imprese, la riconversione dei sistemi produttivi in crisi attraverso la formazione, il sostegno alla cooperazione, settore che ha perso pochissimo e da cui può derivare nuovo lavoro e buon reddito».
I SINDACATI Intanto la Cisl è pronta «a ogni forma di mobilitazione per garantire ai lavoratori in cassa integrazione e in mobilità gli ammortizzatori sociali in deroga per tutto il 2013». Giovanni Matta, responsabile delle politiche industriali del sindacato di Bonanni, sintetizza così la decisione dei rappresentanti dei territori e delle federazioni regionali di categoria presa ieri per sollecitare dal governo la garanzia della copertura finanziaria per tutto 2013 degli ammortizzatori sociali. Le modalità effettive della protesta (scioperi, sit-in, manifestazioni) saranno concordate durante la riunione unitaria di Cgil, Cisl e Uil in programma il 29 aprile a Santa Cristina. Una delegazione della Cisl sarda partecipa oggi alla manifestazione nazionale sugli ammortizzatori sociali organizzata a Roma da Cgil, Cisl e Uil. «Sul versante della corresponsione dei sussidi ai lavoratori, dopo gli ultimi correttivi, il 2012 appare avviato verso una definitiva soluzione. Entro lo scorso 31 marzo, infatti, sono state completate tutte le determinazioni», precisa Matta, «e ora spetta all'Inps chiudere l'intero pacchetto. Dal ministero sono pervenute le risorse e si attende la liquidazione dei sussidi». Le elaborazioni dei dati del 2013 in linea di massima coincidono con quelle della Regione. «Il governo ha trasferito alla Regione una prima tranche di 30 milioni a valere sulla legge 92 del 2012; una prima tranche di 6 milioni in carico sempre alla 92, nel primo acconto di 6 milioni da caricare sulla legge di stabilità del 22 dicembre 2012; dovrebbe essere imminente il trasferimento», ha aggiunto Matta, «di ulteriori 50 milioni quale attribuzione a valere sulla legge di stabilità per un valore di 93 milioni».
LE STIME Conclusione: «Per il 2013, 1.486 aziende hanno fatto richiesta di cassa integrazione per quasi 9.500 lavoratori pari a un fabbisogno di circa 106 milioni di euro, dato che continua a cambiare in crescendo. Per assicurare la mobilità in deroga a oltre 11 mila lavoratori sono invece necessari altri 105 milioni. Gli ammortizzatori sociali per la Sardegna richiederanno cioè nel 2013 risorse per oltre 211 milioni».
Lorenzo Piras
