Doppia sorpresa amara per i contribuenti italiani. I lavoratori dipendenti e i pensionati rischiano di pagare 700 milioni in più per l'Imu a causa della doppia finestra temporale introdotta dal decreto che sblocca i debiti della Pubblica amministrazione: in sostanza si consentirebbe ai Comuni di modificare l'aliquota sia in acconto, entro il 16 maggio, che a saldo, entro il 16 novembre. Lo denuncia la Cia-Confederazione italiana agricoltori: l'esborso raddoppia se si calcolano i costi a carico delle imprese.
AMARA SORPRESA Le novità introdotte sull'Imu dal decreto - prosegue la Cia - portano inoltre «un ulteriore e gravoso appesantimento degli oneri amministrativi e burocratici». Oltre alla pretesa di obbligare i cittadini a fare due calcoli distinti per il versamento dell'Imu, prima in acconto e poi a saldo, la Cia contesta il fatto che «è stata lasciata mano libera ai Comuni per modificare, nel corso dell'anno, le aliquote senza alcuna limitazione».
NUOVO CALCOLO Il decreto sblocca debiti, riscrivendo il comma 13 bis dell'articolo 13 del dl 201/11, infatti - sottolinea la Cia - non solo ha posticipato al 16 maggio la scadenza della pubblicazione di delibere-regolamenti comunali sul portale del federalismo fiscale, ma ha modificato anche il sistema di calcolo delle rate dell'Imu. A seguito delle modifiche introdotte, la prima rata (con scadenza 17 giugno) deve essere pagata in base alle aliquote e detrazioni delle delibere/regolamenti pubblicati sul portale del federalismo fiscale entro il 16 maggio; in caso di mancata pubblicazione entro tale data, il versamento della prima rata - sottolinea la Cia - è determinato in misura pari al 50% dell'Imu dovuta sulla base delle aliquote/detrazione dell'anno precedente. La seconda rata (con scadenza 16 dicembre) deve essere calcolata, a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno, sulla base delle aliquote fissate entro il 16 novembre; in caso di mancata pubblicazione entro la data si applicano le delibere/regolamenti pubblicati entro il 16 maggio o quelli adottati l'anno precedente.
POTERI DEGLI ENTI LOCALI I Comuni hanno, quindi, la facoltà di inserire ulteriori delibere per modificare le aliquote in sede di seconda rata e il contribuente - avverte la Cia - sarà tenuto a verificare questa opzione prima di procedere al pagamento del saldo, vedendosi peraltro preclusa la possibilità di pagare l'Imu in un'unica soluzione. «È un macchinoso sistema di calcolo per i contribuenti, i quali - sostiene la Cia - non solo non possono ottenere il servizio di liquidazione dell'Imu in sede di assistenza fiscale per la redazione del modello 730 ma non potranno contare su tariffe di elaborazioni Imu inferiori, stante la mole di lavoro riversata sui centri di assistenza fiscale».
