Pagamenti a cinque e sei cifre inattesi. Mittente Abbanoa, destinatari 180 amministrazioni isolane, la metà dei Comuni sardi. Ma non si tratta di bollette per il consumo d'acqua. Bensì costi per l'immissione delle acque bianche nelle reti idriche e la loro depurazione.
BOTTA E RISPOSTA I sindaci sono pronti alla rivolta: «Abbanoa non vedrà mai queste cifre. Se le responsabilità sono dei privati se la prendano con loro». Pronta la replica della società che gestisce il servizio idrico integrato in Sardegna: «Abbiamo fatto verifiche tecniche e poi abbiamo inviato lettere ai Comuni dove abbiamo accertato queste intromissioni». Dunque è di nuovo polemica sulla gestione dell'acqua nell'Isola. Polemica che rischia di lasciare il segno visto che sono i Comuni i maggiori azionisti di Abbanoa. Tre casi sulle 180 missive inviate ai municipi dal nord al sud dell'Isola. Villamar dovrebbe pagare ad Abbanoa 70 mila euro, per Villaverde stessa cifra, che lievita sino a 105 mila euro per Tuili. «Non ci risultano intromissioni di acque bianche e meteoriche nella nostra rete», ha detto Pier Sandro Scano, sindaco di Villamar, pronto a dare battaglia ad Abbanoa anche in veste di presidente dell'Unione dei 18 Comuni della Marmilla, «se le responsabilità sono di privati, la società che ha in gestione la rete idrica faccia ricadere questi oneri su di loro. E soprattutto ci segnali con precisione i luoghi dove avverrebbero questi riversamenti». Scano, che ha coinvolto l'Anci, ha concluso: «Abbanoa non vedrà mai questi soldi. Stia attenta: noi Comuni siamo suoi azionisti».
INCONTRO CON L'ANCI Proprio la direzione regionale dell'Anci incontrerà domani la società per un confronto sul problema. «Ci dovranno dare spiegazioni», ha annunciato il direttore regionale dell'Anci Umberto Oppus. D'accordo il primo cittadino di Tuili Antonino Zonca: «Non ci penso proprio a pagare. Abbanoa non può scaricare sui Comuni le sue inefficienze. Diversi cittadini da anni chiedono la bolletta dell'acqua, mai arrivata. Oltre ai ritardi nella sistemazione dei guasti, ne sappiamo qualcosa». Per il collega di Villaverde Roberto Scema è «una richiesta ridicola. Vogliono ripianare la loro voragine finanziaria sulle nostre spalle». La risposta dell'ufficio stampa di Abbanoa: «Nei 180 paesi abbiamo verificato che l'acqua trattata dai depuratori è almeno del 10% in più rispetto alle immissioni nelle reti. Quando piove arrivano vere bombe d'acqua. I costi sostenuti per queste depurazioni sono stati sottratti a manutenzioni e riparazioni. La situazione dev'essere risolta».
Antonio Pintori
