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L'unione sarda. Giustiziati nell'ovile

Albino Farris e sua moglie Veronica Foddis massacrati a fucilate e colpi di pistola nella loro azienda nelle campagne di Is Santas

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dal nostro inviato
Andrea Piras
GERGEI La prima fucilata l'ha raggiunto al fianco, scaraventandolo per terra. Il secondo colpo, esploso con una pistola calibro 9 per 21, a distanza ravvicinata, l'ha ucciso. Il killer gli ha puntato l'arma in mezzo agli occhi per finirlo. Giustiziarlo. Una spietata esecuzione che di lì a poco si sarebbe ripetuta dentro casa, quando i due assassini hanno inseguito la moglie della vittima che nel disperato tentativo di sfuggire si era rintanata dentro la doccia. Una fuga breve, inutile. La poveretta è stata colpita a morte con cinque revolverate.
TRUCIDATI È stata cancellata così, mercoledì sera verso le venti e tre quarti, nell'azienda di Is Antas, a qualche chilometro dal paese e poco lontano dalla chiesetta campestre di San Salvatore, la vita di Albino Farris, allevatore di 58 anni, e della moglie Veronica Foddis, 55 anni, di Tertenia. A scoprire i loro corpi sono stati due cugini, marito e moglie, entrambi di Burcei, che da sei mesi si erano trasferiti a Gergei prendendo in affitto la casa dei Farris. Sono stati loro a chiamare la figlia della coppia, Arianna, titolare insieme al marito Mauro Brughitta, di un negozio di ferramenta nel centro del paese. Mentre l'altro figlio, Luca, cuoco a Rimini, solo in tarda serata è riuscito a rientrare.
LA SCELTA Il pastore, proprietario di un gregge di circa centocinquanta capi e di diverse capre che governava con i cugini, era andato a vivere a Is Santas da tre anni, deciso a lasciarsi alle spalle un passato non sempre lineare. Era rimasto coinvolto con una banda, ribattezzata Petrus, specializzata nelle truffe. Con lui, in manette, erano finite altre 13 persone. In appello, nel 2011, Farris era stato condannato a 4 anni e attendeva il terzo grado di giudizio.
LA DONNA Veronica Farris aveva resistito prima di decidere di seguire il marito, di andare a vivere nella casa di blocchetti e dalle tegole rosse accanto al grande ovile. Un luogo incantevole, immerso nella macchia, attraversato da un piccolo torrente sempre carico d'acqua. L'aveva fatto due anni fa e quel podere era diventato il suo paradiso, dove poteva sbizzarrirsi con la cucina, sua grande passione, preparando i dolci, il pane, gli arrosti eccezionali diventati famosi. «Io qui ci sono venuto l'ultima volta subito dopo Natale, ma era un posto frequentato anche da cagliaritani che ci venivano per le grandi picchettate», racconta Battista Ulzega, conosciuto in paese col nomignolo di Bachicca , cognato di Foddis. «Si uccideva un agnello, un capretto e Veronica era una maga nel cucinare le carni».
L'ORA DI CENA Il paradiso, mercoledì verso l'ora di cena, quando Is Santas era avvolto nel buio e sotto un cielo carico di stelle, si è trasformato per la coppia di Gergei in un inferno. Cosa sia accaduto stanno cercando di ricostruirlo i carabinieri della Compagnia di Isili guidati dal capitano Michele Cappa e del Comando provinciale di Nuoro al comando del colonnello Vincenzo Bono, arrivati ieri sul luogo del duplice omicidio insieme agli specialisti del Ris di Cagliari. A Is Antas anche il sostituto procuratore Danilo Tronci, titolare dell'inchiesta, e il medico legale Francesco Paribello, che probabilmente stamani eseguirà le autopsie sui corpi di Farris e sua moglie.
L'indagine va avanti. Gli inquirenti stanno scavando nel passato di Albino Farris, cercando di riprendere in mano le vicende della “Banda Petrus”. Neppure la pista della vendetta legata al mondo agropastorale è stata scartata.
IL RAID Insomma, un duplice omicidio e tante domande. Gli assassini hanno raggiunto l'ovile per far fuori l'allevatore e poi, solo dopo essere stati riconosciuti dalla moglie, siano stati costretti ad eliminare un testimone assolutamente scomodo? Possibile che i due killer, non certo improvvisati, abbiano agito a volto scoperto esponendosi alla vista della donna? Gli inquirenti non ci credono. Il sospetto è che il raid armato fosse diretto contro entrambi. Albino Farris e Veronica Foddis, vittime predestinate.

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