Tre cuccioli con la testa sfasciata, uccisi a colpi di bastone e di pietre. Uno è morto nella cuccia accanto al sasso utilizzato da mani ignote e barbare per farlo fuori. Gli altri due, percossi senza pietà con un bastone in legno lasciato insanguinato, sono stati lanciati fuori. Tanta violenza gratuita e senza senso è finita in una denuncia contro ignoti presentata in questura dall'associazione Enpa, ente nazionale protezione animali.
LA CUCCIOLATA È successo a Pratosardo, nel terreno adiacente l'istituto professionale Ipsia. Cuccioli meticci, di venti giorni, stazionano lì sin dalla nascita. In origine sono otto, oltre la madre. I volontari dell'Enpa li adottano e ogni giorno vigilano. Due piccoli spariscono. Ma la sorpresa più inquietante arriva a mezzogiorno di mercoledì quando una telefonata alla responsabile dell'associazione segnala in modo anonimo la presenza di alcuni cani feriti a Pratosardo.
LA SCOPERTA «Ho trovato tre cuccioli uccisi, era appena successo perché i corpi erano ancora caldi. Gli altri tre invece non si trovano. La mamma è disperata, perciò si può supporre che siano spariti anche quelli», racconta Maria Paola Boneddu, commissario straordinario della sezione nuorese dell'Enpa. Le armi usate per massacrare i piccoli sono rimaste lì. Una grossa pietra accanto al cucciolo di colore nero. Il bastone di legno con la punta insanguinata fuori dalla cuccia dove sono stati abbandonati i due di colore bianco. Da qualche giorno, con il caldo, hanno iniziato a uscire dalla cuccia. Ma qualcuno brutalmente si è accanito contro i piccoli, mentre la madre è riuscita a scappare e a mettersi in salvo.
L'APPELLO «Tanta violenza gratuita non serve a nessuno, non ha senso prendersela con piccoli indifesi», commenta Maria Paola Boneddu dopo la denuncia fatta in questura che fa scattare le indagini per risalire ai responsabili. «Chi compie questi reati rischia, oltre alla multa, da tre a 18 mesi di carcere. La pena aumenta se c'è, come in questo caso, la morte degli animali», ricorda lei citando la legge sul maltrattamento degli animali. «L'associazione è pronta a costituirsi parte civile se fossero individuati i responsabili», annuncia.
I RANDAGI A Pratosardo i randagi abbondano. Vivono in vari branchi, divisi per zone. I volontari dell'Enpa portano gli alimenti praticamente ogni giorno. «Lo facciamo perché in questo modo i cani sono meno aggressivi», spiega. «Compito di tutelare persone e animali è del Comune, ma non ci sono mai state segnalazioni per cui dovesse intervenire». Mercoledì, però, il rispetto abituale si spezza dopo quel blitz dell'orrore che lascia stecchiti cuccioli indifesi, inghiottiti da un rigurgito di incomprensibile violenza.
Marilena Orunesu
