Turbato per l'attentato subìto domenica notte, quando un ordigno gli ha distrutto l'auto parcheggiata sotto casa, Priamo Siotto, presidente dell'Ordine, ieri all'assemblea dell'avvocatura sarda indetta in segno di solidarietà per il collega, ha trovato la forza per lanciare un messaggio preciso. «In 34 anni di professione non avevo mai ricevuto neanche una velata minaccia», ha detto Siotto, «non posso però negare che questo territorio soffra un certo difetto di cultura e spesso inciampa nell'inganno che l'avvocato sia la controparte. Spetta anche a noi colmare questa lacuna, filtrando le istanze che giungono dalla società . Non riesco a immaginare quali vere ragioni abbiano armato la mano dell'attentatore, ma non cadiamo nella tentazione di ricondurre tutto al malessere, alla crisi. Non facciamo gli errori del passato, quando si giustificavano con il disagio i sequestri, per poi renderci tutti conto che chi veniva consegnato alla giustizia per tali reati non proveniva dalla povertà ».
Priano Siotto ha esortato la comunità a non lasciarsi tentare dall'omertà : «Io non ero in casa, e mi è dispiaciuto molto venire a sapere che quando è scoppiata la bomba nessuno abbia avvisato le forze dell'ordine, tanto che la Volante ha dovuto girare un quarto d'ora per capire da dove fosse provenuto il boato». Accanto a lui, ieri a Nuoro, Francesco Atzori, Paola Gosamo, Donatella Pau, Francesco Milia, Marco Pilia, presidenti degli ordini di Cagliari, Tempio, Oristano, Sassari. In aula tra gli altri anche il Procuratore Andrea Garau, il presidente del Tribunale Vito Morra, della sezione penale Antonio Luigi Demuro e il giudice Mauro Pusceddu. ( fr. gu. )
