Ieri e avantieri è piovuto, ma la tinta nera che da ormai dieci giorni è aggrappata ai fili d'erba dei pascoli di Ottana e Noragugume è rimasta lì, più corvina, grassa e lucida che mai. Il referto dei test sui campioni di polvere nera raccolti più e più volte era atteso per ieri pomeriggio. Invece nulla da fare. Sembra che gli esami per la ricerca di diossina o cosiddetti diossinosimili (idrocarburi ad azione cancerogena) - è questo che si sta valutando - siano piuttosto impegnativi. E mentre dall'Arpas annunciano «Forse i risultati arrivano domani», gli allevatori che da giovedì scorso si sono ritrovati con l'azienda sotto sequestro, anche ieri hanno munto e consegnato il latte (migliaia di litri) destinato a essere buttato via.
I SOPRALLUOGHI Forse domani, la canzone è sempre la stessa. Intanto qui pazientano e ci perdono i pastori, e pazientano e ci perdono pure gli operai della centrale elettrica, 250 lavoratori che da più di una settimana vedono arrivare in fabbrica un giorno sì e uno no i ranger della Forestale e i carabinieri del Nucleo ecologico. Sopralluoghi nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Nuoro dopo che, il 15 aprile scorso, la nube nera sospinta dal vento di grecale è piombata sui pascoli a un paio di chilometri in linea d'aria dalle ciminiere di Ottana Energia. Veniva da lì il boato che la notte di domenica 14 aprile ha investito il paese. Nella centrale elettrica, come è stato spiegato dopo agli inquirenti, era entrata in funzione la valvola di sicurezza di una caldaia. Dai primi rilievi, con l'esame dei registri delle emissioni, è risultato tutto in regola. L'indagine resta appesa ai risultati dei test sulla polvere nera. Ma in questa storia va così: aspettano i pastori, aspettano gli operai e aspetta pure la Procura.
I TEST DI LABORATORIO I campioni di polvere nera raccolti sul vello delle pecore e sui fili d'erba sono stati spediti ai laboratori Arpas di Portoscuso e Sassari. Campioni raccolti più volte, e in tutto questo tempo è stato comunicato soltanto che di sicuro di mezzo c'è il carbonio, sostanza che sarebbe nociva solo per inalazione. Il punto è che da dieci giorni si cerca di capire se nelle campagne di Ottana e Noragugume è piovuta una nube di diossina e di idrocarburi cancerogeni. Esami che non finiscono mai. «È che a furia di vedere telefilm, la gente crede che i risultati di qualsiasi test debbano arrivare all'istante», sbottano dai laboratori Arpas di Nuoro. All'istante magari no, ma un'attesa lunga dieci giorni vale già la sceneggiatura di una saga.
I VETERINARI SUL CAMPO Intanto non sono arrivati neanche i risultati dei test sul latte. Siamo già al secondo prelievo, il terzo verrà fatto probabilmente oggi, ma ancora i pastori non hanno ricevuto risposta, non sanno che accidenti è finito dentro il prodotto della mungitura. Dopo l'apposizione dei sigilli a una decina di aziende, ai veterinari tocca pure fare da spalla di sostegno per gli allevatori che ogni giorno buttano fatica e bendidio. Dall'Arpas comunicano che, quanto alla lunga attesa dei risultati dei test, «la scienza e la tecnica analitica sono nei tempi». Oggi è un altro giorno. L'attesa continua.
Piera Serusi
