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L'unione sarda. Irs: «Il percolato lo trattino in Sicilia»

SASSARI. Esposto degli indipendentisti contro il Cipnes di Olbia sul possibile arrivo dei rifiuti

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SASSARI «Anziché cercare ricchezza nella bellezza, si pensa di trovarla nella mondezza, è veramente pazzesco quanto sta accadendo nella nostra Sardegna».
Simone Maulu, dirigente di Irs (Indipendentzia Repubrica de Sardinia), non poteva essere più chiaro. Ieri mattina, nei locali della libreria Odradek di via Torra Tonda a Sassari, gli attivisti del movimento hanno illustrato le ragioni che li hanno portati a presentare un esposto-denuncia alla Procura di Tempio in risposta all'idea di importare percolato dalla discarica palermitana di Bellolampo per trattarlo nell'impianto del Consorzio industriale di Olbia.
«Chiediamo - dicono - che si indaghi sulle procedure adottate per far arrivare nell'Isola i rifiuti della Sicilia. E anche sul Cipnes. Com'è possibile che davanti a un pronunciamento della Corte di Cassazione, che peraltro risale al 2007, la quale stabilisce che i rifiuti vengano trattati all'interno del territorio regionale che li produce, ci sia qualcuno che fa finta di nulla». Al tavolo, oltre a Maulu, anche il presidente di Irs Gavino Sale, Alessandro Dongu e Andrea Faedda.
«I nostri avvocati Pierluigi Carta e Pier Francesco Loi - dice Sale - hanno visto le carte e preparato la denuncia. Nel frattempo stanno nascendo diversi comitati di cittadini pronti a scendere in piazza e a impedire che il percolato arrivi a Olbia. Ma questo rimane un problema politico serio. La gente è stanca di vedere questa nuova e moderna forma di prostituzione della nostra Isola, oggi rivenduta per un milione di euro. È la solita storia dei predoni che in Sardegna si manifestano sotto mille facce. Da quelli che realizzano impianti eolici e fotovoltaici, lasciando le briciole ai sardi, a quelli che vorrebbero fare del territorio un mega contenitore di rifiuti più o meno pericolosi».
No secco, dunque, all'arrivo del percolato. Per Sale e i dirigenti del partito si tratta di un provvedimento illegale. «L'opposizione ferma del sindaco di Olbia - hanno detto - ha determinato il tentativo della società Paradivi di spostare i rifiuti verso Porto Torres. Tentativo non andato a buon fine grazie alla commissione provinciale all'Ambiente di Sassari, convocata dal consigliere Gavino Sale. Abbiamo appreso che il Tar ha sospeso l'ordinanza del sindaco Giovannelli che vietava l'importazione dei rifiuti e che pertanto il Cipnes si appresta ad accogliere i residui siciliani nel suo impianto».
Durante l'incontro, è stato sottolineato il “divieto della extraregionalità dei rifiuti urbani non pericolosi”, come appunto il percolato siciliano, sancito da una sentenza della Consulta nel 2007. «È grave dover constatare ancora una volta - conclude Sale - che il Cipnes, ente presieduto dall'ex parlamentare del Pdl Settimo Nizzi, che si occuperà dello smaltimento riceverà per questa operazione la cifra di un milione di euro. Come se una somma di denaro possa essere sufficiente per permettere di porre a rischio la salute di migliaia di cittadini e di ignorare le leggi italiane e regionali». ( v. f. )

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