La loro preoccupazione è perdere un'opportunità lavorativa. I giovani sardi che hanno partecipato al bando integrativo 2010-2011 per i percorsi di rientro del progetto Master and Back temono che le aziende scelgano altri professionisti, a causa del ritardo sul pagamento dei fondi. In questa situazione si trovano circa quaranta borsisti. Tra loro ci sono disoccupati, giovani che sono ancora all'estero e altri che, prima decidere di lasciare l'Isola, attendono risposte.
I FONDI Il bando prevedeva un finanziamento iniziale di 9 milioni di euro, relativi al Programma operativo del Fondo sociale europeo 2007-2013, ed era stato attivato dalla Regione nel giugno 2011. I fondi, secondo i rappresentanti del comitato Master and Back, si erano però rivelati insufficienti e la Giunta aveva stabilito di incrementarli con un ulteriore stanziamento di risorse regionali. Questi erano stati poi integrati poi con 18 milioni di euro. «Numerosi percorsi di rientro», spiega la portavoce del gruppo, Silvana Vacca, «non sono mai iniziati e alcuni sono stati interrotti dopo qualche mese per vari motivi, a causa dei lunghi tempi trascorsi fra la presentazione delle domande e l'erogazione dei finanziamenti, e per il fatto che alcune aziende ospitanti, nel frattempo, hanno chiuso o fallito». Ci sarebbero, dunque, una parte di risorse non utilizzate.
IL BANDO INTEGRATIVO L'Agenzia regionale del Lavoro, dopo il via libera dell'assessorato, a dicembre scorso ha pubblicato il bando integrativo che consentirebbe a coloro che non hanno potuto iniziare o concludere il percorso di rientro di usufruire dei fondi. Nel frattempo, tutto sembra essersi arenato. «Da più di un mese, vista la totale assenza di comunicazioni», spiega la portavoce del gruppo, Silvana Vacca, «stiamo cercando di capire come mai la procedura si sia bloccata. Le informazioni sono poco chiare. Martedì abbiamo incontrato l'assessore. Ci ha promesso che tenterà di risolvere la questione. Si è impegnato a darci una risposta la settimana prossima. Il punto è che è stato fatto un bando a cui abbiamo partecipato ed è stata scritta una delibera con un capitolo di spesa che non risulta più in bilancio».
LE IMPRESE Anche le aziende stanno sollecitando la Regione perché vogliono capire quali siano i tempi per l'erogazione dei fondi. «Dovrei lavorare in un centro clinico. Stanno inaugurando la struttura», spiega Vacca, «ma se manca una psicologa, rischio che chiamino un'altra al posto mio. Purtroppo è una situazione che si era verificata anche con il bando precedente. Aspettando i fondi regionali molti di noi erano rimasti a terra e avevano dovuto ripresentare nuovamente la domanda. Capiamo ci siano tante emergenze ma non siamo lavoratori di serie B».
Eleonora Bullegas
