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L'unione sarda. Il sindaco torna in corsia

«Non mi ricandiderò per un secondo mandato»

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Il sindaco si rimette il camice bianco e torna in corsia. Dopo tre anni passati a tempo pieno nel palazzo comunale tra carte del Puc, conti da far quadrare, servizi da tenere in piedi nonostante i tagli, Alessandro Bianchi riprende l'attività professionale come medico del reparto di Ematologia del “San Francesco”. E fa un annuncio choc: «Penso di non fare il secondo mandato».
LA SCELTA «La decisione risponde a una esigenza professionale e scientifica. Il mio lavoro bisogna viverlo tutti i giorni, nel reparto, con i pazienti e i colleghi. L'aggiornamento è continuo», spiega Bianchi. E la politica, la candidatura-bis alle prossime amministrative? «L'esperienza da sindaco di Nuoro è bellissima, ne sono onorato. Ma non credo a un secondo mandato». Rinuncia sin d'ora alla corsa? «Mi interessa di più la continuità con le cose fatte, ma non necessariamente con me». Meglio la candidatura alle regionali? «Non ritengo ci siano automatismi. Quello che mi proporrà la politica più avanti lo valuterò, se sarà interessante. Il mio lavoro continua per me a essere molto interessante».
TURNI DI NOTTE Nei mesi scorsi il ritorno nel reparto una volta la settimana. Ora a pieno ritmo. Che sia di mattina o di pomeriggio, Bianchi è regolarmente al lavoro al San Francesco. Dalla settimana prossima riprende anche a fare i turni di notte. «Mi divido tra l'ospedale e il Comune, usufruisco dei permessi. Ma abbiamo doppiato la boa e torniamo in porto, arriviamo ai tre anni di amministrazione. Oggi penso di poter tornare al lavoro perché conosco meglio la macchina comunale, prima non era possibile», spiega. Tra una corsa e l'altra, Bianchi riesce comunque a garantire la presenza quotidiana nell'ufficio al primo piano di via Dante.
AMAREZZA Per lui la politica è incarico a termine. «È un'esperienza totalizzante, anche verso la famiglia. Mi onora essere sindaco, ma è un'esperienza che può finire. Oltretutto c'è sempre un gap tra quello che si riesce a fare e quello che uno vorrebbe». Ammette l'amarezza di essere capitato alla guida dell'amministrazione in un momento di crisi profonda per la città e per gli enti locali, lasciati senza fondi a dare risposte a cittadini sempre più disperati. «Ogni cosa da fare diventa un sacrificio enorme. Ormai i Comuni, per gli strumenti che si ritrovano ad avere, possono essere amministrati da un commissario», confessa. Tante motivazioni lo spingono al ritorno in corsia e soprattutto la sconfinata passione per la professione. «Faccio tante corse, magari salto qualche pasto. Ma sono contento».
Marilena Orunesu

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