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L'unione sarda. «Dov'è il tatto istituzionale?»

L'assessore Luigi Crisponi contro il presidente del Consiglio

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«Il 30 aprile sarò in Consiglio». L'assessore regionale Luigi Crisponi annuncia la sua presenza nella seduta di martedì che dovrà decidere sulla proposta di decadenza da consigliere provinciale, già affrontata mercoledì e rinviata dopo l'abbandono dell'aula da parte di un fronte trasversale di colleghi. All'origine le sue assenze da tutte le riunioni consiliari del 2012. Ma Crisponi non ci sta proprio. «Non ho il dono dell'ubiquità per essere nella giunta regionale e nel consiglio provinciale, qui c'è mancanza di tatto istituzionale», sottolinea.
Accusa rivolta al presidente del Consiglio Daniela Forma che porta in aula la questione dopo la richiesta presentata a febbraio da un candidato del Pdl di Macomer, Andrea Listo. Analoga vicenda riguarda il consigliere Salvatore Borto del Pdl, ma l'aula con voto palese decide l'archiviazione della proposta di decadenza ritenendo valide le motivazioni di salute. Per Crisponi non c'è la stessa unanimità, anzi arriva la richiesta del voto segreto che fa scattare la protesta di molti consiglieri - dal Pd ai Riformatori - e la mancanza del numero legale. Da qui l'aggiornamento a martedì e al 13 maggio. «Non commento le decisioni dei singoli», sottolinea l'assessore regionale che tiene, però, a denunciare «la mancanza di tatto istituzionale». In altre parole: «Non ho mai ricevuto una telefonata, non ho avuto un confronto con la presidente del Consiglio e con chi ha istruito la pratica. Ho ricevuto una lettera dentro una busta verde, un addebito con l'aridità di un atto amministrativo, che tristezza. Se questa è la politica è un problema».
«Il mio ruolo in Regione non significa che io non abbia a cuore le problematiche del territorio provinciale», sottolinea Crisponi. Parole già risuonate nell'aula mercoledì con gli interventi dei consiglieri del Pd, del gruppo misto, del Psd'az, dei Riformatori, del Psi, dell'Idv. Tutti decisi a riconoscere il ruolo dell'unico assessore regionale nuorese e a bocciare la proposta di decadenza, sostenuta invece da Sel, Pdci e Provincia civica. ( m. o. )

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