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L'unione sarda. La corsa dei sindaci

ELEZIONI. Trentacinque comuni al voto il 26 e 27 maggio

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Scaduti ieri i termini per presentare le liste nei vari comuni, scatta ora la lunga rincorsa elettorale dei candidati a sindaco e degli aspiranti consiglieri che culminerà con le elezioni del 26 e 27 maggio. In Sardegna sono 35 i centri chiamati a rinnovare gli organi locali di governo e due di questi, Assemini e Iglesias, superano abbondantemente la soglia dei 15 mila abitanti che, in caso di mancata maggioranza assoluta al primo turno (il 50 per cento più uno dei consensi a uno dei candidati a sindaco), farà scattare il ricorso al ballottaggio due settimane dopo, domenica 9 e lunedì 10 giugno. Non si vota a Tadasuni (185 abitanti) dove non è stata presentata alcuna lista.
Sei dei comuni sardi chiamati alle urne, tra cui i due con la popolazione più numerosa, sono attualmente guidati da commissari straordinari, nominati dal Prefetto per la chiusura anticipata delle rispettive legislature. È il caso, ad esempio, di Iglesias (capoluogo della provincia del Sulcis in coppia con Carbonia) che, coi suoi 27.674 abitanti, viene guidato dallo scorso novembre da un amministratore straordinario dopo le dimissioni del sindaco Gino Perseu. Stessa sorte per Assemini, con circa mille abitanti in meno rispetto al capoluogo sulcitano, portato al voto dal commissario arrivato a luglio dopo le dimissioni di 11 consiglieri che avevano fatto cadere il sindaco Paolo Mereu e decretato lo scioglimento dell'assemblea civica.
Si conosceranno subito, senza bisogno di ballottaggi, i nuovi amministratori degli altri centri isolani che non superano la soglia prevista per il doppio turno. Tra questi ci sono anche cittadine con popolazioni consistenti come Macomer (10.511 abitanti), Cabras (9.032 residenti), Decimomannu e Maracalagonis (7.831 e 7.534 abitanti). Non meno importanti, poi, sono le elezioni nei paesi: quelli più piccoli sono tutti concentrati nell'Oristanese: Pompu (278 abitanti), Modolo e Boroneddu, entrambi con appena 165 residenti.
Degli otto comuni in provincia di Cagliari che andranno alle elezioni, solo Ortacesus non supera i mille abitanti, fermandosi a 933 residenti. Oltre ai già citati Assemini, Decimomannu e Mara, completano la lista Donori (2.119 abitanti), Senorbì (4.781), Teulada (3.773) e Villaspeciosa (2.407). Nel Sulcis, oltre ad Iglesias, verranno aperti i seggi anche a Fluminimaggiore (2.966), mentre nel Medio Campidano si rinnoveranno le amministrazioni di Collinas (885) e Furtei (1.674). Nel Nuorese si vota pure a Galtellì (2.472), Irgoli (2.345), Meana Sardo (1.913), Sarule e Sindia (1.770 e 1.803 abitanti). Jerzu (3.228) e Seui (1.361) sono, invece, i due paesi ogliastrini che devono rinnovare gli organi di governo locale; uno in meno rispetto alla Gallura e alla provincia di Sassari che chiameranno al voto nel primo caso Aglientu (1.171), Budoni (4.846) e Palau (3.772), nel secondo Cheremule (455) Putifigari (757) e Sedini (1.378 abitanti). La provincia col maggior numero di sindaci da eleggere, in nove paesi, è quella di Oristano, dove però se vengono esclusi Cabras, Ales (1.515) e Narbolia (1.801), gli altri sono tutti paesi molto sotto i mille abitanti. Oltre ai quattro più piccoli si vota anche a Nughedu Santa Vittoria (508), Simala (357) e Villa Verde (335).
Il 26-27 maggio, per la prima volta, gli elettori delle sei cittadine con oltre 5 mila abitanti avranno poi la facoltà di esprimere la doppia preferenza di genere: due candidati della stessa lista da inserire nella scheda, un uomo e una donna. Approvata trasversalmente dal precedente Parlamento, la norma punta a riequilibrare le rappresentanze nei consigli comunali e regionali.
Francesco Pinna

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