Volge al bello la trattativa sull'Irap: maggioranza e opposizione sono a un passo da un accordo che farebbe risparmiare alle imprese sarde - tutte insieme - circa 200 milioni nel 2013. L'appuntamento decisivo è per stamattina alle 9 e mezzo in Consiglio regionale: gli sherpa dei due poli, con l'assessore al Bilancio Alessandra Zedda, proveranno a far quadrare i conti. Ma ieri i pronostici rivelavano un ottimismo bipartisan.
STABILITÀ Un'intesa renderebbe di certo più spedita l'approvazione della Finanziaria, favorita anche da una modifica sul tema del patto di stabilità. Con un emendamento approvato ieri su proposta della Giunta, si archivia di fatto la tentazione di uno sforamento a strappo , riportando alla trattativa col governo sui tetti di spesa l'utilizzo dei famosi 1.200 milioni in più. Un gesto che scaccia molti timori di impugnazione della legge, e che viene apprezzato dall'opposizione, che infatti si è astenuta.
TAGLIO IRAP Se nel vertice odierno non ci saranno intoppi, con la nuova Finanziaria l'Imposta regionale sulle attività produttive verrà di molto ridimensionata. L'attuale aliquota per le imprese è del 3,9% (1,9 per il settore agricolo e le cooperative della piccola pesca), probabile che alla fine si arrivi all'1. La proposta iniziale del centrosinistra, che ha fatto del taglio Irap la sua grande battaglia sulla manovra 2013, era ridurla allo 0,5%. Per gli enti pubblici si passerebbe dall'8,5 al 3,5.
Ieri, mentre in aula si litigava senza troppa convinzione su Sardex e affini, fuori dall'assemblea sono stati sciolti molti nodi: ora resta più che altro quello della copertura finanziaria. Sarà l'argomento centrale del vertice di stamattina.
I TEMPI Per il resto, le divergenze riguardavano - oltre alle aliquote - la data di avvio del taglio, e l'ipotesi di non estenderlo agli enti pubblici (tra cui Comuni e Province). Il centrosinistra insiste perché la novità entri in vigore, retroattivamente, dal primo gennaio scorso: «Altrimenti - spiega il vicepresidente della commissione Bilancio Franco Sabatini (Pd) - le imprese dovranno pagare comunque l'acconto 2013, e i benefici arriveranno tra un anno. Invece serve una boccata d'ossigeno immediata». Inoltre, prosegue Sabatini, «dev'esserci un vantaggio anche per i Comuni».
«Non siamo contrari all'estensione ai Comuni», precisa il capogruppo Pdl Pietro Pittalis: «Il punto è che spesso, sugli enti pubblici, l'Irap è una partita di giro». Contando anche questa categoria, l'intervento sull'imposta arriva a un costo di circa 400 milioni: «Abbiamo già sviluppato qualche idea sulla copertura, stiamo cercando nelle pieghe del bilancio tutte le spese che possiamo considerare non prioritarie».
LE AZIENDE Nel frattempo gli imprenditori continuano il pressing sul Consiglio per avere lo sgravio Irap. «Ridurla sensibilmente sarebbe un passo in avanti decisivo verso una politica di reale sostegno al mondo produttivo sardo», afferma il presidente di Confindustria Alberto Scanu: «È auspicabile che Giunta, maggioranza e opposizione trovino un accordo per rendere fattiva, nel corso dell'anno, la riduzione di questa tassa iniqua».
Anche il presidente di Confapi Francesco Lippi ribadisce «piena soddisfazione» per l'ipotesi di riduzione: «Saremmo la prima Regione ad attivarla. A differenza dei colleghi di Rete imprese, crediamo che non debbano essere posti limiti di “franchigie” per le imprese sino a 30 dipendenti». Ma la norma non dev'essere finanziata sacrificando altri «interventi per il rilancio» dell'economia.
Giuseppe Meloni
