Si innesta nell'amarezza lo sfogo del sindaco di Orgosolo Dionigi Deledda, ancora perplesso di fronte alla recrudescenza di gesti criminali portati avanti da bande di minorenni o poco più, che vedono come vittime visitatori e ospiti del paese dei murales.
L'AMAREZZA «Stiamo lavorando tanto per pubblicizzare le nostre ricchezze naturalistiche e culturali, per far conoscere il nostro patrimonio di beni materiali e immateriali. E poi? Alla fine ci troviamo costretti combattere contro cellule impazzite. In fondo si tratta di una sorta di teppismo di matrice metropolitana che non fa parte della nostra cultura. Drappelli di giovani annoiati e senza un perché, che non si rendono conto che in questo modo danneggiano prima di tutto loro stessi, il loro futuro. Trascinando con loro le prospettive di un'intera comunità . Tanti operatori economici del paese ormai basano la propria attività sul turismo. E non dimentichiamo che anche i nostri padri hanno per primi dato l'input di ospitalità , che vorremmo fosse il nostro marchio. Orgosolo - sottolinea il sindaco - da sempre accoglie, ospita, fa di tutto per far trovare a proprio agio i cosiddetti istranzos».
FORZA ATTRATTIVA Murales, Supramonte e molto di più. Il territorio di Orgosolo è un caleidoscopio di bellezze arcaiche che, celate tra gli aspri anfratti calcarei, fanno capolino dalla fitta macchia mediterranea e rappresentano le maggiori attrattive in particolare per gli escursionisti che si avvicendano numerosi. Tra pranzi con i pastori, campeggi di montagna, Orgosolo ogni anno accoglie centinaia di tedeschi, italiani, inglesi. E tanti, tanti francesi. Proprio di nazionalità francese sono gli ultimi malcapitati al centro dell'episodio che ha fatto scattare l'allarme, registrato venerdì scorso.
I RISCHI «Figuriamoci - dice ancora Deledda - se si creasse un allarme sicurezza e si dovesse per caso attivare un tamtam che insinuasse ad esempio come non consigliabili le vacanze qui da noi perché non si può stare tranquilli, le conseguenze negative di una tale nomea si ripercuoterebbero su tutta l'Isola, mica solo su Orgosolo». Una carico di delusione, quello del sindaco. Che però non cede il passo alla rassegnazione.
LE FAMIGLIE «Alle forze dell'ordine il compito di reprimere gli atti delittuosi e potenziare i controlli - osserva Deledda - e siamo sicuri che stanno provvedendo al meglio. A noi amministratori quello di lavorare per la prevenzione. A questi ragazzi deve essere mostrato un altro punto di vista e spetta a noi, in collaborazione con le famiglie, la scuola e le altre agenzie educative, fare in modo che cambi un certo humus culturale. In questi giorni abbiamo avviato interlocuzioni con le famiglie e in cantiere abbiamo iniziative di sensibilizzazione alla legalità . L'evoluzione di una qualsiasi società passa immancabilmente per una presa di coscienza generale. E noi non ci vogliamo rassegnare al nulla è perduto».
Francesca Gungui
