La Finanziaria 2013, in pratica, sta tutta lì: da ieri in Sardegna l'Irap è tagliata del 70%, per la gioia di imprese private ed enti locali. La trattativa tra i due poli produce un'intesa unanime in Consiglio regionale: 70 sì su 70 votanti per l'emendamento che riduce l'Imposta regionale sulle attività produttive. Vale per tutto l'anno in corso e i due successivi. Quindi già a giugno le aziende risparmieranno un bel po': l'acconto 2013, da versare col saldo 2012, sarà più leggero del previsto. Agostino Cicalò, portavoce di Rete imprese, esprime «grande apprezzamento: si riduce il costo del lavoro e si sostiene l'occupazione».
LA NORMA L'aliquota attuale per la gran parte delle imprese è del 3,9%: calerà più o meno all'1,1 (dal 5,8 all'1,7 per le attività finanziarie, dall'1,9 allo 0,5 per il settore agricolo e le cooperative della pesca). Gli enti pubblici pagavano l'8,5%, ma il calo netto (al 2,55) riguarderà solo quelli non statali, tra cui Comuni e Province. Per quelli statali lo sconto è quasi simbolico: dall'8,5 all'8,41. Un messaggio sulla vertenza entrate.
L'emendamento bipartisan impone ai Comuni di destinare i risparmi Irap a cantieri di lavoro e interventi contro la povertà , mentre le Province dovranno mettere a posto le scuole. Inoltre, entro venti giorni la Giunta presenterà un disegno di legge per abbattere le accise sui carburanti, a beneficio di chi risiede in Sardegna.
Le casse regionali perderanno circa 240 milioni annui, recuperati in buona parte con i risparmi sulla sanità (80 milioni nel 2013) e la rinuncia alla restituzione dell'Imu, superata dalle vicende nazionali. Inoltre si riduce da 20 a 10 milioni il contributo in Sardex (o altra moneta complementare: servirà una gara) per i giovani disoccupati.
LA TRATTATIVA L'intesa sull'Irap è il frutto di un lungo lavoro di diplomazia: la proposta iniziale del Pd aveva aperto brecce in maggioranza. Come nei Riformatori, col presidente della commissione Bilancio Pietrino Fois e il capogruppo Attilio Dedoni. Pietro Pittalis (Pdl) e Giulio Steri (Udc), insieme all'assessore al Bilancio Alessandra Zedda, hanno limato l'accordo con la minoranza (a partire dal vicepresidente della commissione, Franco Sabatini).
«È il primo intervento che immette risorse vere nel sistema economico», nota Giuseppe Cuccu (Pd) presentando l'emendamento in aula, «e può attrarre investimenti». Sempre nel Pd, Gian Valerio Sanna parla di «un momento qualificante della legislatura: se non ci si insegue sulla demagogia si trovano buone sintesi». E il capogruppo Giampaolo Diana rimarca che «i nostri consiglieri hanno surrogato l'assenza della Giunta».
Pietro Pittalis, capogruppo Pdl, a nome di tutta la maggioranza esalta «una bella pagina scritta anche grazie all'opposizione. Ma non ci saremmo arrivati senza l'input del presidente Cappellacci: giusto restituire l'Imu, ma con le novità nazionali possiamo dedicarci all'Irap, l' imposta rapina ». Attilio Dedoni chiede ora di rendere la misura «strutturale» e non solo triennale, e invoca «una grande battaglia con lo Stato sulle accise».
«Scriviamo una nuova pagina della nostra autonomia finanziaria», proclama l'assessore Zedda, «grazie all'assiduo lavoro col presidente Cappellacci che ha seguito insieme alla maggioranza ogni passaggio». Ma «l'intero Consiglio ha recepito il grido d'allarme del tessuto economico».
PERPLESSI Pur nell'unanimità , non mancano i dubbi: Mario Diana (Sardegna è già domani) depreca «l'assenza di Cappellacci in aula» e poi invita a «evitare i trionfalismi per un piccolo passo fatto con grande ritardo, senza favorire le zone interne». Franco Cuccureddu (Mpa) avrebbe preferito «una defiscalizzazione per le piccole imprese sarde. Non mi disturba che Soru risparmi con Tiscali, ma che si favorisca E.On o gli oligarchi russi entrati in Saras».
«UNA SVOLTA» Fuori dal dibattito in aula, il governatore Ugo Cappellacci parla di «una svolta per alleviare il peso sostenuto dalla Sardegna che produce. Ed entro il 2013 approveremo un'ulteriore misura sulle accise che inciderà sui consumi, con benefici percepibili dai cittadini». Per la presidente del Consiglio Claudia Lombardo, l'assemblea «ha gettato le fondamenta per costruire un percorso unitario verso l'uscita dalla crisi, un primo passo verso l'auspicata unità di intenti nell'interesse del popolo sardo».
Il segretario del Pd Silvio Lai sottolinea «il ruolo propositivo del nostro partito, capace di assumersi responsabilità di governo». Michele Cossa, leader dei Riformatori, ribadisce che «meno tasse e più incentivi sono le uniche chiavi per rimettere in moto l'economia».
Ora la manovra corre verso l'ultimo sì, forse già domani. Ma il senatore Luciano Uras (Sel) chiede un ultimo sforzo agli ex colleghi del Consiglio: «Si approvi la cassa integrazione in deroga».
Giuseppe Meloni
