SASSARI «Inutile negarlo: il processo di bonifica è lunghissimo e complicato: ci vogliono almeno vent'anni, ma è possibile giungere a risultati soddisfacenti».
Da politico di lungo corso (è stato presidente della Provincia) e da profondo conoscitore del triangolo Sassari-Alghero-Porto Torres, Franco Borghetto non fa mancare il suo contributo alla discussione sull'affrancamento dai veleni. Lo fa da presidente del Conzorzio Industriale Provinciale (ex Asi), partendo da un dato di fatto. «Si pensi - osserva - che la legge istitutiva dei Sin (siti di interesse nazionale) è del 2000 e oggi, a distanza di 13 anni, non è stata attivata alcuna procedura sui 57 Sin nazionali. Tutta colpa di una procedura lenta e complicata».
Schiavi della burocrazia.
«Sì, ma esiste qualche soluzione, senza deroghe alla legge».
Dica.
«Beh, penso al caso dell'isola della Maddalena: si è passati da un tavolo nazionale a un tavolo regionale. Le polemiche non sono mancate, ma la strada è quella. Faccio un altro esempio: Porto Marghera, un'area simile a Porto Torres, con le dovute proporzioni. La Regione Veneto, il Comune di Venezia e il ministero dell'Ambiente hanno escogitato insieme una procedura snella. Se l'obiettivo è salvaguardare la salute dei cittadini con la tutela della catena alimentare, i tempi debbono essere certi».
Rispunta l'idea del commissario.
«Certo, anch'io l'ho proposta insieme all'allora sindaco di Porto Torres, al punto che ho presentato una richiesta in questo senso a Cappellacci, appena si è insediato».
L'Eni ha colpe?
«Non so, forse ha paura. Dopo l'ultima perizia sulla darsena di Porto Torres, c'è il terrore di finire nel mirino della magistratura». (a.di.)
