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L'unione sarda. Rapina in camera da letto

OROTELLI. I banditi, fuggiti sull'auto della vittima, portano via soldi e un fucile

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Dal nostro inviato
Piera Serusi
OROTELLI «Ho visto questi due uomini incappucciati e ho pensato “dev'essere un sogno”». Chicco Lendini, 90 anni, sta seduto sulla seggiola da giardino, davanti al portone della sua casa di via Umberto, centro storico del paese. Alle undici del mattino ha già ricevuto decine di visite dei compaesani, incombenza che tocca in caso di lutto, di malattia e di altro genere di disgrazie, tipo appunto una rapina in casa. «Me li sono visti davanti al letto e non credevo ai miei occhi. Ho capito che era tutto vero quando uno di loro mi ha messo la pistola in bocca. “Zitto”, ha sibilato. Io ho fatto un cenno, quello ha spostato l'arma. “Stai attento che non ti parta il colpo”, gli ho detto». Il carattere ferrigno s'indovina subito dentro i lampi dello sguardo e la voce potente, ferma.
IL BLITZ Cinque minuti in balìa di due uomini armati e mascherati fuggiti poi sull'auto della vittima (una Fiat Seicento) con un bottino di 300 euro in contanti, un assegno di 750 euro e un fucile da caccia calibro 16. Mancavano venti minuti alla mezzanotte di lunedì scorso quando i banditi, passando dalla porticina sul retro, sono entrati nell'abitazione di Francesco Lendini (a Orotelli è conosciuto come Chicco), ex segretario della scuola media del paese che vive con la sorella Luigina, 87 anni. Il padrone di casa si era appena messo a letto, nella stanza al piano terra, quando è finito dritto dentro un incubo. «Ho gridato e per farmi star zitto uno di quelli mi ha infilato la canna della pistola in bocca. Zitto, zitto, ripeteva. Con la mano gli ho fatto un cenno. Quello ha spostato la pistola e allora l'ho avvertito “Attento che non ti parta il colpo”...». Luigina, che dormiva al piano di sotto, non ha sentito nulla. I due hanno messo a soqquadro la stanza da letto di Francesco, poi la cucina e il soggiorno. In un armadio hanno trovato il fucile, un calibro 16 vecchio ma ancora buono («tanti, ma tanti anni fa qualche volta andavo a caccia»). Nel comò c'erano i soldi e l'assegno.
LA PATENTE DA RINNOVARE Cinque minuti in tutto. Poi la fuga alla guida della Seicento parcheggiata nel cortile sul retro della casa. «Hanno preso la macchina e pure la patente che stava nel cruscotto». Quello di ieri per il novantenne di Orotelli, che guida l'auto come un ragazzo, sarebbe dovuto essere un giorno speciale. «Dovevo andare a Nuoro per il rinnovo della patente e invece...». E invece la patente, il libretto e tutti i documenti sono spariti assieme all'utilitaria.
L'ALLARME I carabinieri, avvisati dal pensionato, sono arrivati poco più tardi. Hanno ascoltato la vittima, raccolto particolari, eseguito i rilievi. «Ma ormai io ho perso la mia tranquillità», riferisce l'anziano padrone di casa. Lui, racconta, è uno che per tutta la vita ha lasciato il portone aperto. «Quei due che sono entrati nella mia camera da letto sono arrivati passando dal retro. Hanno semplicemente aperto una porticina interna che non ho mai chiuso a chiave. Sono in casa mia, no? Avrò diritto di fare come voglio. E invece no. Oggi non si può vivere tranquilli. Non si può stare sereni nemmeno nel proprio letto».
MA QUALE CRISI È la nuova paura degli anziani, qui in Barbagia. L'ossessione alimentata dalle notizie dei tanti blitz in casa, delle rapine messe a segno da Oniferi a Macomer, da Siniscola a Fonni. «Sento dire che tutto dipende dalla crisi, dal fatto che i giovani non hanno lavoro. Io dico che non è vero, non è così - puntualizza il pensionato -. Ruba solo chi sta bene».

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