Non più assalti a furgoni portavalori, banche e uffici postali. Adesso i bancomat della mala sono i bar, i market, le tabaccherie o i loro proprietari, che cadono in trappola mentre versano contanti alle casse continue. Le rapine, a Nuoro, sono pane quasi quotidiano, perfino in leggero aumento nei primi quattro mesi di quest'anno. I fuorilegge sono in agguato oggi come ieri, la differenza è che ora li prendono.
La polizia nei primi mesi di questo 2013 ha scoperto gli autori di cinque assalti, due dei quali sventati. Tutti in città . «E su altri casi stiamo lavorando con discrete possibilità di successo». Pierluigi D'Angelo, napoletano, questore di Nuoro dal cursus honorum solido e vincente oggi celebrerà il 161° anniversario della Polizia con la sobrietà che si deve alla crisi ma con buoni motivi per festeggiare. Anche senza invitati. «Nel 2011 ci fu un calo dei reati del quattro e mezzo per cento rispetto all'anno precedente. Nel 2012 abbiamo confermato questo dato».
Il fenomeno delle rapine resta quello più preoccupante.
«Sono cambiati gli obiettivi dei malviventi. Negli ultimi tre anni non c'è stato neppure un assalto ai portavalori. Adesso le rapine le fanno nei negozi oppure per strada. Reati propri di una criminalità di stampo metropolitano. Abbiamo dunque rimodulato l'apparato di prevenzione, in relazione al fatto che si sono moltiplicati gli obiettivi sensibili».
Per fronteggiare la malavita con successo molto contano le telecamere che fanno di Nuoro una videosorvegliata speciale. Lieta di esserlo?
«Sicuramente per le persone perbene questo non è un problema. Bisogna continuare sulla strada della tecnologia, che rappresenta un efficace ausilio investigativo ma non è una panacea. Alla videosorveglianza bisogna aggiungere la coscienza civica dei cittadini, che devono iniziare a collaborare con le forze dell'ordine. Nell'interesse di tutti. Un moderno sistema di sicurezza si fonda su questi presupposti. Per dirla con il compianto prefetto Manganelli non ci può essere sicurezza se non condivisa e partecipata».
In sostanza testimoni loquaci accanto a quelli muti. A tal proposito, sarebbe il caso di raddoppiare anche il numero dei poliziotti?
«No, la militarizzazione del territorio non serve. Per giunta è poco gradita dai cittadini, non a torto».
Nel frattempo però si registra il fenomeno opposto. Lo Stato taglia uomini, mezzi e risorse finanziarie.
«La contrazione degli organici e delle risorse ci rende le cose più complicate. Anche per questo è necessario rimodulare i servizi, fare sistema nel creare la sicurezza».
Un'inversione di logica.
«È fondamentale partire dalla prevenzione».
La Questura di Nuoro è impegnata nel diffondere la cultura della legalità nelle scuole. Con alcune primogeniture.
«Qui è nato il primo osservatorio sul bullismo. E lo spot televisivo realizzato grazie al contributo della Fondazione Banco di Sardegna è rimbalzato su tutte le reti nazionali».
Risultati immediati?
«Li aspettiamo soprattutto sul lungo periodo».
Nelle scuole c'è ancora molto da fare, lo testimonia il caso dell'omofobia, affiorato al liceo Asproni dopo un anno di omissioni e silenzi. C'è già un indagato. È il regista del sito internet su cui volavano gli insulti.
«Del caso specifico non parlo. È in corso una delicata indagine».
Fronte dell'ordine pubblico in città e provincia. Avvisaglie di tempesta?
«Fortunatamente no. Sebbene il territorio sia afflitto da una grave crisi e molta gente abbia perso il lavoro, non c'è stata alcuna mobilitazione sfociata in sommossa. Lo si deve alla sensibilità dei lavoratori (fossero operai, allevatori o popolo delle partite Iva), delle organizzazioni sindacali e di categoria con le quali esiste un proficuo rapporto di collaborazione».
Tonio Pillonca
