CAGLIARI I malati di Sla chiedono risposte concrete al Governo Letta sul progetto relativo alla permanenza del malato in famiglia e sul protocollo “Stamina”. Hanno scritto una lettera aperta ai Ministri della Sanità, dell'Economia e del Lavoro, dando un ultimatum per avere risposte oltre che un incontro con una delegazione dei ministeri. In caso contrario dal 12 giugno, saranno davanti al Ministero dell'Economia «in presidio permanente. Faremo gesti eclatanti e non ci muoveremo senza un documento scritto, firmato dai Ministri, con impegni precisi», ha detto il segretario del “Comitato 16 Novembre” (Associazione Malati Sla) Salvatore Usala dal suo letto a Monserrato.
«Fare vivere malati gravissimi nel domicilio è segno di civiltà ma anche segnale di crescita e risposta ai tanti disoccupati. Il Progetto per l'assistenza in famiglia - ha spiegato Usala - che indica cifre e risparmi può essere raddoppiato, triplicato in funzione dei numeri reali. Resta chiaro che non sono più accettabili le ripartizioni in base alla popolazione, bensì al numero reale dei malati coinvolti. In Valle d'Aosta non esiste l'anemia mediterranea, per esempio, la prevalenza di gravi patologie è a macchia di leopardo. Chiediamo, inoltre, si faccia chiarezza sul protocollo “Stamina”: è urgente nominare una Commissione, aperta alle associazioni, che in un mese stabilisca la bontà della metodica ed eventuali linee guida per una celere sperimentazione in tutte le regioni con valutazioni trimestrali pubbliche. Chiaramente aperte a tutti. Ci dichiariamo disponibili a partecipare con interesse alle sperimentazioni e alle valutazioni che verranno effettuate in base alle testimonianze dei malati. Ci sono tanti che vorrebbero beneficiare del metodo Stamina a prescindere dalla certezza della sua efficacia. I malati nutrono molte speranze, non vogliamo illudere nessuno, ma nemmeno possiamo essere sordi al grido d'aiuto».
L'Associazione ha quindi anche indicato alcuni suggerimenti ai Ministri, fra cui, «superamento delle residenze sanitarie, gli anziani e malati devono stare a casa, con piani personalizzati, si spende la metà e le persone stanno meglio; creazione di centri di acquisto regionali che metta fine allo scandalo degli sprechi».
