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L'unione sarda. Caserma, usi civici e veleni

A Manca accusa: intimidazione contro i militanti

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I lavori per la costruzione della caserma di Pratosardo procedono senza intoppi. A Manca insiste sull'esistenza degli usi civici e rilancia la sua battaglia anti-militarista denunciando anche un clima intimidatorio verso i suoi militanti. «Due giorni fa (giovedì ndr ) un compagno della sezione nuorese che riveste incarichi nazionali stava attaccando a un palo un adesivo contro la caserma. Di per sé non rappresenta un reato. Viene inseguito dai carabinieri, fermato perché attaccava l'adesivo. Gli hanno chiesto i documenti, lo hanno portato in caserma, perquisito e fatto denudare», denuncia Pierfranco Devias, della direzione nazionale del movimento. Parole che risuonano ieri mattina nella sede di A Manca, in via Saffi. La ricostruzione viene smentita dalle forze dell'ordine.
LA VICENDA «Il nostro compagno viene rilasciato con un verbale - spiega ancora Devias - in cui i carabinieri asseriscono di aver avuto fondato motivo di ritenere che lui potesse avere sostanze stupefacenti. Per noi è un comportamento volto a creare umiliazione umana e intimidazione politica. È singolare che uno che mette un adesivo finisca in caserma». L'episodio sarebbe avvenuto vicino alla cattedrale di Santa Maria della Neve. I dirigenti di A Manca sottolineano che di recente, alla convocazione di una conferenza stampa a Pratosardo, sono stati raggiunti da due pattuglie della polizia e dalla Digos. «Non è un comportamento normale verso un'organizzazione che alla luce del sole rivendica il diritto dei nuoresi a essere padroni del proprio territorio. Non si trattava certo di una riunione di delinquenti», sottolineano.
ALTRA VERSIONE Dalla caserma dei carabinieri emerge un'altra ricostruzione dell'episodio di giovedì. «A Manca è un movimento riconosciuto e libero. La persona che è stata fermata evidentemente ha avuto un comportamento o una risposta che ha dato adito a qualche sospetto». Parole che smentiscono l'ipotesi della perquisizione legata all'impegno politico.
IN PRIMA LINEA «Negli ultimi tre anni abbiamo lottato contro la caserma di Pratosardo: viene costruita sulle terre civiche dei nuoresi. È illegale anche per la costituzione italiana»,dice il responsabile nuorese Giorgio Devias. «Non vogliamo la militarizzazione, ma uno sviluppo legato alle risorse del territorio. Abbiamo fatto tante iniziative, raccolta di firme, una lotta viva diventata patrimonio popolare. Alcune forze politiche si sono schierate contro la caserma, invece l'amministrazione comunale e lo Stato la vogliono e hanno creato un clima teso».
USI CIVICI Il problema legato agli usi civici è posto nei giorni scorsi anche dal Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra guidati da Stefano Deliperi. «Difficilmente sarebbe recuperabile al demanio civico l'area alienata o espropriata da parecchi decenni per l'installazione militare, però - sostiene - non è possibile alcuna procedura di sdemanializzazione di aree dal regime demaniale civico». Secondo Deliperi è possibile invece la richiesta di trasferimento dei diritti di uso civico su altri terreni comunali. ( m. o. )

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