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L'unione sarda. Caos nella scuola-cantiere

VIA TOSCANA. Due anni di ritardi nei lavori all'istituto tecnico Chironi

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Il cantiere dimenticato scatena l'ira dei docenti, stanchi di attese, ritardi e cattivi esempi. Così ora gli insegnanti dell'istituto tecnico Chironi danno voce alla loro indignazione perché a tre anni dall'avvio dei lavori di ampliamento della scuola di via Toscana c'è un nulla di fatto, preoccupante più che mai. La consegna del lavori, prevista per il 10 settembre 2011, non si sa quando avverrà. Da mesi l'intervento è sospeso e il collegio dei docenti chiede conto alla Provincia, competente sull'edificio.
SICUREZZA La scuola, prima ampia e luminosa, ora ha aule inagibili e buie, un ascensore inutilizzabile che complica gli spostamenti degli studenti disabili quando devono raggiungere i laboratori ai piani superiori. La denuncia degli insegnanti è impietosa. «Lo stato in cui versa il cantiere rappresenta un pericolo perché è accessibile dall'interno e dall'esterno della scuola nonostante le misure di protezione poste in essere. Non sono fruibili lo scivolo di ingresso per disabili e l'ascensore interno. Il degrado esterno ha favorito furti ed effrazioni nel piano terra dell'istituto. Tutto ciò mentre la scuola educa alla sicurezza destinando a questo scopo numerose risorse didattiche e finanziarie», sottolinea il collegio dei docenti riunito venerdì scorso.
RIFIUTI Il cantiere - denunciano ancora gli insegnanti - è diventato un deposito di rifiuti, soprattutto negli ultimi tempi dopo lo stop ai lavori. «Il tempo li sta trasformando in un ammasso di materiali informi», precisano. E ancora: «Il cantiere toglie spazio vitale ai ragazzi, costretti a fare ricreazione in pochi metri quadri, ai parcheggi auto, al decoro pubblico». Gli insegnanti puntano l'indice su un'altra carenza: «Il cantiere lede gravemente i nostri sforzi per l'educazione alla legalità e il rispetto delle regole fornendo un cattivo esempio, al di là delle lungaggini burocratiche che hanno determinato questi ritardi, di cattiva gestione delle risorse pubbliche».
L'APPELLO Di fronte a una situazione tanto precaria che si trascina oltre le previsioni, il collegio dei docenti sollecita alla Provincia tempi certi e soluzioni rapide, in modo da garantire un migliore avvio del nuovo anno scolastico. «Non chiediamo risposte vaghe e generiche», precisano nella lettera. E aggiungono: «Pensiamo che il minimo da farsi, nell'immediato, sia pulire, ripristinare gli spazi liberi, salvaguardare le norme di sicurezza, abbattere le barriere architettoniche. In altre parole - concludono gli insegnanti - il ritorno a una situazione di piena funzionalità degli spazi e delle strutture scolastiche».
Marilena Orunesu

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