Metalli pesanti e veleni di ogni genere con valori esageratamente superiori rispetto alle quantità fissate dalle normative in materia di inquinamento. Gli ultimi dati disponibili risalgono al 2007, ma sono stati resi noti soltanto nel gennaio scorso. Nell'acqua prelevata nella zona di Portovesme c'è di tutto: zinco, piombo, cadmio, manganese, selenio, triclorometano, mercurio, fluoruri e arsenico. In attesa della barriera idraulica (in fase di progettazione) costituita da un sistema di pozzi che aspirano e depurano l'acqua, sono stati eseguiti alcuni lavori di messa in sicurezza e avviati due impianti nell'area ex Alumix e nel bacino dei fanghi rossi.
È del 2012 il progetto presentato per il risanamento della falda nell'area Ligestra (proprio l'ex Alumix), un sito con falda acquifera ad altissima densità di metalli pesanti, dove la Simam ha installato qualche tempo fa un impianto mobile modulare per il trattamento delle acque emunte dalla falda inquinata. La società aveva chiesto di aumentare la portata giornaliera di acque trattate, elevandola dagli attuali 100 metri cubi al giorno fino a 432 metri cubi. Una richiesta che dopo essere stata al vaglio della Regione e di tutti gli enti competenti a esprimersi in merito attende di essere eseguita: il suo completamento consentirebbe di avviare in tempi rapidi il nuovo progetto di bonifica.
