Dei 2 mila posti di lavoro assicurati dalla filiera dell'alluminio nel Sulcis non è rimasto nulla, se non un esercito di cassintegrati e disoccupati. Le quattro fabbriche della filiera hanno chiuso una dopo l'altra, chi per fallimento chi per un mercato internazionale che non fa sconti. Motivi diversi, un unico risultato: il cuore produttivo del Sulcis ha smesso di battere e l'occupazione si è trasformata in cassa integrazione.
ALCOA L'ultimo gigante a spegnersi, in un conto alla rovescia drammatico, è stato l'Alcoa: circa mille lavoratori, tra diretti e indotto, in cassa integrazione. C'è una trattativa in corso tra la multinazionale statunitense dell'alluminio e il gruppo svizzero Klesch per la cessione della fabbrica di Portovesme, ma stenta ad andare in porto e si sviluppa a corrente alternata: un giorno pare che l'accordo sia a un passo, il giorno dopo le trattativa viene data per morta. Ogni giorno che passa il riavvio degli impianti si allontana, perché gli impianti inattivi si deteriorano più facilmente e il mercato intanto non aspetta.
EURALLUMINA A fianco all'Alcoa c'è l'Eurallumina: da marzo 2009 circa 500 lavoratori tra dipendenti diretti e addetti delle imprese sono fuori dagli impianti. I proprietari russi della multinazionale Rusal hanno sospeso la produzione di allumina in vista di tempi migliori, ipotizzando un anno di stand-by. Di anni ne sono passati più di quattro, tutti gli impianti Rusal toccati negli anni scorsi dalla crisi hanno riaperto, tranne l'Eurallumina. Lo scorso novembre Rusal, Governo e sindacati hanno firmato un accordo per il rilancio degli investimenti che, salvo intoppi, dovrebbero iniziare nel 2014.
ILA Della filiera dell'alluminio faceva parte anche la Ila: l'alluminio fuso prodotto all'Alcoa veniva trasformato in fogli di alluminio. Dal 2008 la Ila chiusa, fallita, con 160 lavoratori prima cassintegrati oggi disoccupati. L'anno scorso un imprenditore locale ha acquistato la fabbrica all'asta: entro il 2013 dovrebbe ripartire la produzione di laminati, allargata anche al settore della nautica. Anche la quarta fabbrica della filiera, la ex Ali, della zona industriale di Iglesias, è chiusa: si producevano estrusi di alluminio, destinati soprattutto ai serramenti, poi il fallimento nel 2005. I 53 dipendenti sono finiti in cassa integrazione, poi in mobilità ; 26 sono stati assunti dalla Sms che aveva preso in affitto il capannone, ma anche quella esperienza è finita male.
Antonella Pani
