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L'unione sarda. «In piazza contro il Palazzo»

Lavoro: domani a Cagliari manifestano Cgil, Cisl e Uil

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Si direbbe il vaffa-day del sindacato, se Cgil, Cisl e Uil non fossero abituate ad argomentazioni più elaborate. Eppure soffia il vento dell'irritazione verso la classe politica, nella manifestazione che si terrà domani a Cagliari. Raduno alle 9 e mezzo in via Roma, davanti al Consiglio regionale; e poi il corteo fino a viale Trento, con i comizi finali che si terranno proprio sotto le finestre della sede della Regione.
CONTRO LA MANOVRA Le tre sigle rivendicheranno «lavoro, riforme, equità fiscale», come recitano i comunicati ufficiali. Ma tra i concetti chiave c'è anche una forte critica alla Finanziaria 2013 appena approvata, «un provvedimento elettorale» secondo i tre segretari confederali Michele Carrus (Cgil), Oriana Putzolu (Cisl) e Francesca Ticca (Uil).
«Anziché varare efficaci misure anticicliche - aggiunge Carrus, illustrando alla stampa l'iniziativa di domani - si è scelto di accarezzare l'elettore con annunci inutili». Sotto accusa, in particolare, il taglio dell'Irap: «Non siamo contrari a prescindere», precisa il leader Cgil, «ma contestiamo il fatto che lo sconto fiscale per le aziende non sia condizionato almeno al mantenimento dell'occupazione attuale, se non proprio alle nuove assunzioni». La riduzione Irap, poi, verrà finanziata «con quasi 750 milioni di euro nel triennio, mentre per il piano straordinario del lavoro, dopo i nostri grandi scioperi generali, si stanziarono appena 200 milioni distribuiti in quattro anni».
«Per altro, anche di quei 200 milioni non si sa bene che fine abbiano fatto», nota Oriana Putzolu, che insiste sulla necessità e l'utilità della mobilitazione sindacale (che avrà uno sbocco nazionale, il 22 giugno a Roma): «Senza il nostro presidio durante la discussione della manovra, con centinaia di lavoratori davanti al Consiglio regionale, non sarebbero spuntati fuori neppure i 30 milioni per la cassa integrazione».
LA CLASSE POLITICA Il fatto che anche stavolta la manifestazione inizi davanti alla sede dell'assemblea legislativa, per concludersi davanti all'altro Palazzo del potere, secondo la neo segretaria Cisl «serve a dire che queste due istituzioni non stanno riuscendo a dare ai sardi le risposte che essi attendono. Né sulle emergenze né sulle riforme che da anni invochiamo: basti pensare che è ancora rimasta a metà quella delle Province e degli enti locali».
Non è antipolitica, è qualcosa di differente: «Il problema - riflette Francesca Ticca - semmai è che questa classe politica sarda non è in grado di trovare soluzioni reali per rilanciare lo sviluppo». La critica colpisce maggioranza e opposizioni, se è vero per esempio che il discusso taglio Irap - poi votato da tutti - nasce da una proposta del centrosinistra.
SARDEX La leader della Uil se la prende con un'altra novità della Finanziaria, voluta invece in questo caso dalla Giunta: «Ci ha sorpreso l'idea di retribuire con moneta virtuale il lavoro reale dei disoccupati», ironizza Ticca riferendosi all'ipotesi di garantire un «reddito di comunità» usando il Sardex, «tutti sorridemmo della moneta di Doddore Meloni nella repubblica di Malu Entu, ma mi sembra che la Regione stia sposando la stessa idea».
Giuseppe Meloni

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