Commissariare le Province sarebbe «un golpe istituzionale»: così i deputati sardi del Pd Emanuele Cani e Siro Marrocu replicano alle dichiarazioni del leader dei Riformatori Michele Cossa, che aveva ipotizzato un commissariamento degli otto enti dal prossimo primo luglio. «È inaccettabile e paradossale - scrivono i due parlamentari - che a distanza di un anno dal referendum Cappellacci e i Riformatori, non essendo stati in grado di compiere un riordino completo del sistema degli enti locali, intendano violare in maniera palese un principio democratico». Il sospetto è che coi commissari si voglia «sovvertire il risultato elettorale del 2010, facendo entrare dalla finestra», alla guida delle Province, «chi non è riuscito a entrare passando dalla porta della consultazione». Critiche simili, sul commissariamento, sono state avanzate anche dai consiglieri regionali del Pd.
LA REPLICA «Non avevamo bisogno di prove», ribatte Cossa, «ma ora i sardi ne hanno la certezza: il Pd non vuole l'abolizione delle Province, è il vero capofila della conservazione. I sardi sono stati chiari col loro voto, ma al Pd sta bene continuare a far governare ai suoi uomini gli enti aboliti, che non dovrebbero più esistere per volere dei sardi. Il Pd e i suoi uomini continuano a occupare poltrone, a spartirsi favori, a utilizzare in modo improprio auto blu e quant'altro».
