Il mercato del lavoro è lo specchio della crisi economica dell'Isola. Il tasso di disoccupazione ufficiale ha superato la soglia del 15%, un dato che potrebbe essere visto al rialzo alla luce di alcuni approfondimenti che il Crenos ha elaborato nella 20ª edizione del suo rapporto (che sarà presentato a Cagliari venerdì prossimo alle 10 nell'aula magna della facoltà di Ingegneria).
COMPETITIVITÀ «Purtroppo», commenta Giovanni Sulis, ricercatore del Crenos che ha curato il rapporto, «si confermano i segnali preoccupanti che avevamo evidenziato in studi precedenti, ovvero tassi di disoccupazione per i giovani più alti e in crescita, anche rispetto ad altre realtà italiane». Un'economia poco dinamica come quella sarda difficilmente riesce a creare nuovi posti di lavoro nei settori più competitivi. «La nostra Isola si caratterizza per una dotazione di capitale umano e infrastrutturale decisamente ridotta, un livello di spesa in innovazione nel privato pressoché inesistente e una strutturale difficoltà ad esportare nei settori più dinamici», ammette Sulis.
SPESA E INVESTIMENTI Dall'analisi emerge il consolidamento di una situazione di crisi, sia strutturale che congiunturale. La ricchezza prodotta diminuisce, calano i consumi e precipitano gli investimenti. «Si sta progressivamente riducendo il contributo di spesa pubblica per investimenti e sostegno all'accumulazione del capitale», continua Sulis, «lasciando spazio a un incremento delle spese correnti che invece sono maggiormente destinate al mantenimento della macchina amministrativa. Anche il settore sanitario si allontana dal percorso di razionalizzazione della spesa che lo aveva caratterizzato negli anni recenti».
TURISMO Gli ultimi dati disponibili mostrano ancora un settore che stenta a decollare. Se da una parte l'offerta ricettiva è leggermente aumentata, i flussi in termini di arrivi e presenze mostrano segnali preoccupanti. «Le difficoltà sono di due tipi», commenta il ricercatore del Crenos. «Da una parte i problemi legati a fattori strutturali, quali alta stagionalità e forte presenza del sommerso, dall'altra la Sardegna ha risentito dell'aumento dei costi di trasporto e di una dinamica dei prezzi non favorevole. Dai nostri studi», precisa Sulis, «emerge che la componente straniera può giocare un ruolo positivo e che alcune forme di turismo sostenibile possono rivestire un ruolo importante per il rilancio del comparto».
INNOVAZIONE L'incidenza della spesa pubblica in ricerca e sviluppo in Sardegna sul Pil negli ultimi anni è notevolmente aumentata. «Si tratta di una buona notizia», conclude Sulis, «legata alle misure sulla ricerca implementate dalle autorità politiche regionali. Queste misure hanno determinato un incremento dei fondi per la ricerca di base e applicata a diversi livelli, anche se è ancora troppo presto per valutare fino a che punto questo forte impulso si possa tradurre in un miglioramento effettivo della performance di medio-lungo periodo dell'economia sarda».
Lanfranco Olivieri
