Dal nostro inviato
Piera Serusi
MACOMER Alle 19 e 20 Riccardo Uda arriva in Corso Umberto, fende la barriera di mamme con bambino e entra nell'affollatissima sede elettorale del neo sindaco Antonio Succu. Una stretta di mano tra i due che facevano parte della stessa maggioranza; il padrone di casa che rende l'onore delle armi: «Rispetto l'amico e l'avversario»; e l'ospite che riconosce a voce alta: «Ha vinto lui con un vantaggio importante».
Nella città spaccata - cinque liste in corsa, due di centrodestra, due di centrosinistra, più i 5 Stelle - Antonio Succu, ginecologo, 53 anni, segretario provinciale del Psd'Az, con la sua lista “Democrazia e partecipazione per Macomer” (parte dei sardisti, Unidos, indipendenti e persino renziani) appoggiata da Maninchedda, conquista il Comune con il 33,30 per cento dei voti. In totale 2262 preferenze contro le 1803 (26,54 per cento) di Riccardo Uda (“Macomer per Macomer”, dentro parte dei sardisti e della destra cittadina) che a febbraio decise di presentarsi alle elezioni da solo, mentre gli altri preparavano le primarie per la scelta del candidato a sindaco. Primarie vinte da Succu con 1200 preferenze.
Era diviso il centrodestra ma pure dall'altra parte si sono presentati spaccati. Giuseppe Pirisi, segretario provinciale del Pd, con “Macomer in Movimento” (Pd, Sel, più l'ex Udc Gavino Guiso) è arrivato terzo con 1277 voti, ovvero il 18,80 per cento. L'altra lista di centrosinistra, “Forum per la Rinascita” (Idv, parte dell'Udc e Upc) guidata da Giuseppe Ledda, già tre volte sindaco nonché ex assessore provinciale, ha totalizzato 945 voti, appena il 14 per cento. «Non si è ancora consumata la parabola del centrodestra», avverte Pirisi; mentre Ledda si limita per il momento a un secco «Noi siamo democratici e sappiamo perdere». I 5 Stelle (primo partito col Pd alle Politiche), con Diego Russo hanno conquistato 504 voti, fermi al 7,42 per cento e con nessun consigliere piazzato.
Prima di arrivare nella sua sede elettorale al Corso, Antonio Succu è andato a trovare l'anziana mamma, Ortensia Salis. I suoi sono di Orgosolo, famiglia di pastori che arrivò a Macomer nel 1968. «“Se non ti fanno sindaco”, mi ha detto mia madre, “non ti preoccupare che il lavoro non ti manca”». Dirigente del reparto di Ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Oristano, il neo sindaco di Macomer premette che «al “San Martino” ho una bella squadra, farò le cose più importanti» e assicura «d'ora in avanti la priorità sarà la mia città».
È da qui che annuncia il progetto politico che ha come laboratorio proprio Macomer. «Qui sta prendendo forma il partito dei sardi, con un'area sardista e indipendentista, e un'area riformista di Pd e Pdl, lontana quest'ultima dalle posizioni estremiste di Berlusconi». Un progetto alternativo al Psd'Az. «Al partito com'è oggi, che dovrebbe invece aprirsi alle forze riformiste». Un progetto che a occhio sembra pure alternativo a Giacomo Sanna.
