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L'unione sarda. Passa (solo) lo straniero

Le previsioni per l'estate alle porte non fanno ben sperare: il settore delle vacanze tenuto a galla da chi arriva da oltre confine

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Ogni anno come arriva il bel tempo si va alla ricerca di numeri e previsioni turistiche per i mesi estivi, ma ancora si aspetta che venga pubblicato il bilancio della stagione precedente.
Un anno fa abbiamo evidenziato in queste pagine l'importanza della programmazione in tempi utili per scongiurare o quanto meno limitare gli effetti della crisi che inesorabilmente sta avendo ripercussioni anche nel settore che dovrebbe fare da traino alla nostra economia, ci ritroviamo invece con un bilancio ancora provvisorio della stagione 2012. L'Istat non ha infatti ancora certificato i numeri che Sardegna Statistiche ha diffuso in un recente documento, secondo cui gli arrivi dei turisti hanno subito un calo - rispetto al 2011- del 14,5% e le presenze del 16%. Non c'è però alcun confronto con i dati nazionali (ancora non disponibili in formato confrontabile) per sapere se l'Isola è stata colpita in misura maggiore o minore rispetto al resto del territorio nazionale.
STRANIERI Sempre le statistiche ci informano sul fatto che i turisti che scelgono la nostra Isola provengono sempre meno dalle altre regioni italiane (in costante calo dal 2009) e sempre più da altre nazioni: dieci anni fa infatti gli italiani che si recavano in Sardegna erano il 71% dei turisti mentre nel 2012 sono stati il 57%. È del tutto evidente il peso della crisi che l'Italia sta attraversando. Dobbiamo tuttavia domandarci se possiamo attribuire tutta la colpa alla crisi o ci sono delle concause che hanno portato a questi numeri? Quanto ha inciso il “caro trasporti” e quali effetti hanno avuto le politiche di destagionalizzazione del turismo o quelle di promozione turistica per vendere il nostro marchio “Sardegna” fuori regione e oltre i confini nazionali? Non ci sono rilevazioni al riguardo.
LE PREVISIONI È ormai tardi per recuperare questa stagione - le previsioni “fatte in casa” anticipano una stagione peggiore della precedente - ma siamo in tempo per prepararci alla prossima, sempre che il turismo continui a essere considerato un volano per la crescita dell'Isola. È magari il caso di chiedere ai turisti che varcheranno i confini regionali nei prossimi mesi cosa li ha convinti a sceglierci come meta di vacanza e cosa si aspettano di trovare, ma anche cosa hanno gradito e li spingerà a tornare nel 2013.
LE RILEVAZIONI Sarebbe utile sapere quanti dei turisti che arrivano vengono rilevati dalle indagini ufficiali e quanti invece, alloggiando in appartamenti in affitto o da parenti e amici, sfuggono a questi conteggi. Dovremmo anche essere in grado di quantificare l'impatto sulla nostra economia del turismo d'élite e di quello “economico”, per promuovere e incentivare quello con le maggiori ricadute e le migliori sinergie con il territorio e le altre attività produttive. È infatti conveniente attrarre i turisti che arrivano con la propria auto, che portano viveri e beni di prima necessità da casa, alloggiano da amici “bordo mare” e non lasciano valore nella nostra regione? O invece sarebbe preferibile attrarre i turisti che si recano nei nostri alberghi o altri servizi ricettivi, che frequentano i ristoranti e consumano i prodotti della nostra terra, che noleggiano un'auto e visitano anche le zone interne dell'Isola per assaporare e scoprire tutto ciò che ci caratterizza per bellezza, cultura e storia?
POTENZIALITÀ Le potenzialità per offrire dei servizi di qualità, anche in quantità, le abbiamo. Siamo tra le regioni con i più alti tassi di ricettività in Italia e se l'analisi si riferisce al livello provinciale Olbia-Tempio (496 posti letto per mille residenti) è seconda solo a Rimini (522). Abbiamo servizi ricettivi in quasi tutti i comuni (fanno eccezione alcune zone interne), bisogna ora pensare a come valorizzarli con politiche di carattere strutturale che ancora mancano.
Francesco Manca
Lucia Schirru
centrostudi@unionesarda.it

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