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L'unione sarda. Consorzio Latte, guerra contro la Regione

Macomer

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Bufera sul consorzio Latte. Il curatore fallimentare ha avviato la procedura di licenziamento dei 12 dipendenti del Consorzio, dichiarato fallito dal tribunale di Oristano il 18 marzo, ma la vicenda potrebbe avere un epilogo giudiziario. I sindacati annunciano il ricorso alle vie legali nei confronti della Regione, che non avrebbe mostrato nessuna premura verso i lavoratori, ormai fuori da qualsiasi tutela economica, senza ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione.
Manuela Calvisi della Cgil: «Valutiamo tutte le possibilità per difendere i lavoratori e le loro famiglie anche in sede legale. La mancata attenzione della Regione in questi anni ha permesso prima lo sperpero di notevoli quantità di danaro pubblico, ora l'indifferenza sulle sorti dei lavoratori». Michele Fele della Cisl: «I dipendenti hanno dichiarato la loro contrarietà al licenziamento. La motivazione del curatore fallimentare, con l'impossibilità di una ripresa produttiva, peraltro esistente al momento della decisione, non c'era nella fase antecedente, coincisa con la cessione dell'edificio dove venivano effettuate le lavorazioni maggiormente remunerative, al gruppo Forma Carni. Con la parziale cessione con contratto di locazione, il consorzio Latte e la Regione hanno di fatto impedito la ripresa dell'attività lavorativa, come pure l'avvio di qualsiasi trattativa con altre realtà interessate al sito e agli impianti».
Fele chiede alla Regione «l'immediata apertura di un tavolo di confronto». Dice il leader della Cgil Salvatore Pinna: «Sul Consorzio si sono sprecati ingenti somme di danaro pubblico. Di questo chiediamo conto alla Regione, che deve farsi carico dei lavoratori licenziati». ( f. o. )

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