Quanto vale la battaglia sul patto di stabilità ? Circa un miliardo e 200 milioni: quella, almeno, è la cifra che la Giunta ha inserito nella manovra 2013, come maggiore capacità di spesa della Regione se il patto venisse rivisto. C'è chi calcola qualcosa in meno, ma ciò su cui tutti concordano è che solo la revisione dei tetti di spesa per la Sardegna possa rendere effettiva l'antica vittoria sulla vertenza entrate.
I VINCOLI Il motivo è arcinoto: nel 2006 l'accordo col governo ha riconosciuto all'Isola maggiori gettiti fiscali (sette decimi dell'Irpef riscossa nel territorio regionale, nove decimi dell'Iva e così via), ma il patto di stabilità - che limita la spesa per non incrementare il debito - pone un tetto calcolato sulle vecchie disponibilità .
L'emendamento al decreto-debiti approvato nella commissione Bilancio del Senato, che obbliga il ministero dell'Economia a concordare con la Regione un nuovo patto entro quattro mesi, può essere davvero l'avvio della battaglia decisiva. Ma dopo l'approvazione in aula (martedì a Palazzo Madama e mercoledì, definitivamente, alla Camera) servirà una nuova trattativa tra Stato e Regione.
IL CONFRONTO «Noi siamo pronti a sederci subito al tavolo col governo», assicura Ugo Cappellacci, «anzi: un tavolo di fatto è già avviato, col viceministro Casero, e riguarda anche altre novità per la fiscalità di vantaggio». Un'operazione curata dal deputato del Pdl Salvatore Cicu. «Ma è chiaro - prosegue il governatore - che quando l'emendamento del Senato diventerà legge potremo reclamare immediatamente il confronto sui vincoli di stabilità ».
Cappellacci del resto ne ha già fatto cenno direttamente a Enrico Letta, quando pochi giorni se lo è trovato davanti nel vertice tra i presidenti delle Regioni e il premier. «Gli ho ricordato che lui è uno dei padri di quell'accordo sulle entrate, incompleto proprio per il mancato ritocco del patto di stabilità . Oggi ha l'occasione per rimediare».
Cappellacci rivendica il ruolo della Giunta per arrivare al risultato centrato in questi giorni: da un lato il confronto col governo, che aveva portato nel marzo 2011 a un primo accordo sulle norme di attuazione dell'intesa del 2006 (specie sui criteri di calcolo dei gettiti), dall'altro i ricorsi alla Corte costituzionale contro i mancati trasferimenti dallo Stato e, appunto, il mancato adeguamento dei tetti di stabilità . L'emendamento della commissione Bilancio cita esattamente quelle procedure e la sentenza del 2012 con cui la Consulta aveva riconosciuto la necessità di un nuovo patto.
IL MONITO «Anche quanto sta accadendo adesso in Parlamento - chiarisce dunque il presidente - avviene in collegamento continuo tra la Giunta, i parlamentari di tutti i partiti, il Consiglio regionale. Questa è la politica seria, questo significa indossare una sola casacca, quella della Sardegna».
Considerazione che si trasforma, un attimo dopo, in una stoccata che ha come chiaro destinatario il deputato del Pdl Mauro Pili, il primo a rendere nota - venerdì sera - l'approvazione della norma sulla revisione dei vincoli di spesa: «Quando c'è di mezzo l'interesse dell'Isola - conclude Cappellacci - è veramente irresponsabile l'atteggiamento di chi si presta a uscite di quel tipo, solo per autocompiacersi di qualche riga guadagnata sui giornali».
Giuseppe Meloni
